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Rain garden, i giardini della pioggia

Matteo Bertoni
Rain garden, i giardini della pioggia

I rain garden, o “giardini della pioggia”, sono innovativi sistemi di drenaggio delle acque piovane in eccesso, atti a rallentarne il deflusso e a ridurre il carico che, di norma, finisce nelle falde e nei fiumi. Sono costituiti da aiuole depresse, dove le piante e i diversi strati drenanti rallentano il flusso delle acque, contribuendo non soltanto alla gestione dell'apporto meteorico, ma anche alla qualità del contesto urbano. L’obiettivo del sistema è quello di trattenere l’acqua piovana e rilasciarla gradualmente nei collettori di scarico. 

Dove realizzarli

I rain garden trovano applicazione in numerosi contesti, ma sono particolarmente efficaci laddove il livello di cementificazione sia molto alto, come ad esempio nelle zone industriali, nei quartieri ad elevata densità abitativa e nei parcheggi. Possono inoltre essere inseriti nell’ambito dei progetti di riqualificazione, con l’individuazione di porzioni di asfalto che possano tornare ad essere permeabili, oppure nelle nuove costruzioni, già a partire dalla fase progettuale. 

I vantaggi

Sebbene ai giorni nostri vi sia un fenomeno di diffusa siccità, causa del surriscaldamento globale e dei mutamenti climatici in atto, sono tutt’altro che rari i fenomeni di esondazione dei fiumi. I giardini della pioggia possono essere una soluzione molto utile, a tal proposito, per la prevenzione delle alluvioni, perché consentono di ridurre sensibilmente il carico fognario e migliorano anche la gestione del deflusso superficiale. Sono, infatti, in grado di trattenere più del 50% dell’acqua piovana per poi rilasciarla progressivamente nel sistema fognario ed impedirne il collasso in caso di alluvione.

I rain garden possono anche dare un contributo nell’ambito del cosiddetto "run off" urbano, cioè lo scorrimento dell’acqua piovana lungo le superfici asfaltate, fenomeno responsabile dell’innalzamento dei livelli di inquinamento a causa dell’assorbimento, da parte del terreno, delle sostanze nocive trascinate dalle acque.

Come sono fatti e come realizzarli

La struttura di un giardino della pioggia è basata su una sorta di bacino di terreno composto prevalentemente da sabbia, quindi da compost e, infine, da terreno superficiale popolato da piante autoctone che gestiscono l’assorbimento ed il successivo rilascio dell’acqua. La realizzazione di un rain garden prevede innanzitutto un approfondito studio del suolo, per appurare se vi siano o meno le condizioni per il corretto funzionamento del meccanismo. Le aiuole possono avere forma lineare oppure areale e dovranno presentare una depressione tale da permettere il filtraggio delle acque ed evitare il ristagno delle stesse. Per quanto riguarda le specie vegetali che andranno a popolarle, dovranno essere selezionate piante che resistano all’inquinamento urbano e che siano, ovviamente, adatte al clima ed adattabili ai periodi di siccità ma anche ai periodi di pioggia persistente. 

Considerazioni

La validità del rain garden è ampiamente comprovata dal successo riscontrato nei casi di applicazione, ma questo non soltanto per merito del suo effettivo funzionamento, ma anche grazie alla partecipazione attiva della popolazione, il cui contributo è fondamentale quando si parla di promozione dei principi di sostenibilità. Non solo tecnologia, dunque, ma soprattutto collaborazione consapevole.


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