La nascita di una Comunità Energetica presuppone un intenso processo di coinvolgimento dei territori e delle comunità, nell’ottica di dare vita ad un modello che sia sostenibile e in grado di produrre effetti positivi per tutti i soggetti coinvolti.
E’ qui che entra in gioco lo strumento della progettazione partecipata, che può aiutare amministratori, imprese, associazioni e cittadini a mettere in evidenza i propri punti di vista, le aspettative e necessità e al contempo avviare un confronto volto a mitigare aspetti critici legati alla tematica.
Il territorio dell’Emilia Romagna è da sempre un’area dove confronto e partecipazione sono prassi all’interno di molti processi di sviluppo territoriale. E il principale strumento normativo regionale in tal senso è rappresentato dalla Legge Regionale 15/2018 “Legge sulla partecipazione all’elaborazione delle politiche pubbliche. Abrogazione della legge regionale 9 febbraio 2010, n. 3”
Lo strumento garantisce la realizzazione di processi partecipativi, affinché la cultura del dialogo partecipato tra pubblica amministrazione e cittadini continui a svilupparsi e a dare vita a processi virtuosi per le aree coinvolte.
Da qui la nascita di un bando dedicato al finanziamento di processi di progettazione partecipata.
Chi sono i beneficiari del bando Co-progettazione delle CER aperto il bando in Emilia Romagna
- enti locali
- soggetti pubblici
- soggetti giuridici privati, purché abbiano ottenuto l’adesione formale dell’ente responsabile e cioè titolare della decisione oggetto del processo partecipativo (Regione, enti locali, anche in forma associata, nonché altri soggetti pubblici)
Cosa finanzia il bando Co-progettazione delle CER aperto il bando in Emilia Romagna
- progetti finalizzati alla coprogettazione di comunità energetiche o di un gruppo di autoconsumo collettivo di energie rinnovabili, il progetto ottiene punti 8
- politiche per lo sviluppo sostenibile, nell’accezione ampia di sostenibilità e che ne abbraccia quindi oltre agli aspetti ambientali quelli economico-sociali, il progetto ottiene punti 6
- politiche per sostenere la trasformazione/transizione digitale (in tutti gli ambiti), il progetto ottiene punti 6
- politiche in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica, il progetto ottiene punti 4
- nel caso in cui l’oggetto del processo partecipativo sia attinente alla destinazione di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata e mafiosa, di cui all’articolo 19 della legge regionale 28 ottobre 2016, n. 18 “Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili”, il progetto ottiene punti 4