Conto Termico 3.0, una leva strategica per la riqualificazione degli edifici pubblici

Ilaria Bresciani
Conto Termico 3.0, una leva strategica per la riqualificazione degli edifici pubblici

Ridurre i costi energetici, migliorare la qualità degli edifici pubblici e accelerare la transizione energetica: sono queste le principali sfide che oggi la Pubblica Amministrazione è chiamata ad affrontare. In un contesto caratterizzato da bilanci sempre più sotto pressione e da obiettivi ambientali stringenti, il Conto Termico 3.0 si conferma come uno degli strumenti più efficaci a disposizione degli enti pubblici per trasformare le politiche di sostenibilità in interventi concreti, finanziati e rapidamente realizzabili.

Con il nuovo decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025, il meccanismo viene rafforzato sia in termini di risorse disponibili sia di semplificazione delle procedure. L’entrata in vigore è prevista per il 25 dicembre 2025, mentre l’aggiornamento delle Regole Applicative del GSE, atteso nei primi mesi del 2026, completerà il quadro operativo, rendendo pienamente utilizzabile il nuovo impianto normativo.

Il Conto Termico 3.0 riconosce contributi diretti in conto capitale per interventi di efficienza energetica e per l’utilizzo di fonti rinnovabili termiche negli edifici esistenti. Per la Pubblica Amministrazione si tratta di una risposta concreta a un’esigenza ormai strutturale: ridurre una spesa energetica che incide in modo crescente sui bilanci pubblici e, allo stesso tempo, migliorare il comfort, la sicurezza e la qualità degli spazi destinati ai servizi essenziali, come scuole, municipi, ospedali, impianti sportivi e strutture sanitarie.

Uno degli elementi di maggiore interesse riguarda la dimensione economica dello strumento. Ogni anno il Conto Termico mette a disposizione 900 milioni di euro, di cui 380 milioni destinati specificamente alla Pubblica Amministrazione per interventi di efficientamento energetico e utilizzo di fonti rinnovabili. A queste risorse si aggiungono 20 milioni di euro annui dedicati alle diagnosi energetiche e agli Attestati di Prestazione Energetica (APE), incentivate al 100%, consentendo agli enti di pianificare gli interventi su basi tecniche solide, senza oneri preliminari a carico dei bilanci.

Il decreto introduce inoltre condizioni particolarmente favorevoli per alcune categorie di edifici pubblici, rafforzando il ruolo del Conto Termico come strumento di riequilibrio territoriale. In particolare, il contributo può arrivare fino al 100% delle spese ammissibili per:

  • edifici dei Comuni con meno di 15.000 abitanti, quando utilizzati direttamente dall’ente;
  • scuole pubbliche di ogni ordine e grado;
  • strutture sanitarie pubbliche, comprese RSA e ospedali.

Si tratta di una leva rilevante soprattutto per i piccoli e medi Comuni, spesso caratterizzati da un patrimonio immobiliare energivoro e da limitate capacità di investimento.

Ampia e articolata anche la gamma di interventi incentivabili, che consente alla Pubblica Amministrazione di adottare approcci integrati alla riqualificazione energetica. Gli incentivi coprono infatti interventi sull’involucro edilizio, come l’isolamento delle superfici opache e la sostituzione degli infissi, la riqualificazione degli impianti di climatizzazione tramite pompe di calore e sistemi ibridi, l’installazione di sistemi di building automation, l’utilizzo del solare termico, fino agli interventi più avanzati che portano gli edifici pubblici verso standard NZEB (Nearly Zero Energy Building).

Dal punto di vista procedurale, il decreto conferma una flessibilità particolarmente rilevante per gli enti pubblici. La Pubblica Amministrazione può infatti accedere agli incentivi tramite accesso diretto, per interventi già conclusi, oppure attraverso la prenotazione delle risorse, modalità riservata agli enti pubblici che consente di garantire la copertura finanziaria prima dell’avvio dei lavori, anche tramite ESCo. Un elemento che facilita la programmazione degli investimenti e riduce il rischio finanziario nelle fasi iniziali dei progetti.

Conto Termico 3.0 – I punti chiave per la Pubblica Amministrazione

Nel suo complesso, il Conto Termico 3.0 si configura non solo come un incentivo, ma come un vero e proprio strumento di governo della spesa energetica pubblica, capace di coniugare sostenibilità ambientale, certezza delle risorse e rapidità di attuazione. Un’opportunità che, se inserita in una strategia di medio periodo e accompagnata da un’adeguata capacità di progettazione, può generare benefici strutturali e duraturi per i territori, per le amministrazioni e per i cittadini.

Questa guida è pensata per aiutare le Pubbliche Amministrazioni a comprendere e utilizzare in modo efficace il Conto Termico 3.0. Fornisce una spiegazione pratica e operativa della misura: dagli interventi incentivabili sugli edifici pubblici alle modalità di accesso agli incentivi, dalle percentuali riconosciute alle tempistiche da rispettare, fino a esempi concreti di applicazione. Il volume offre un commento chiaro al Decreto 7 agosto 2025 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed è rivolto ad amministratori, dirigenti, tecnici e professionisti del settore pubblico come strumento di supporto per orientarsi nel nuovo quadro normativo e prepararsi alle scelte operative dei prossimi anni, anche in vista delle Regole Operative del GSE, attese nei primi mesi del 2026.

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