Valorizzazione dei beni confiscati alla mafia: il bando 2026 della Fondazione con il Sud

Auriane Borras
Fabbricato in una zona fuori centro con una scritta NO Maffia

Trasformare un bene confiscato alla criminalità in uno spazio utile alla comunità: un centro sociale, un laboratorio di inclusione lavorativa, un presidio culturale o un luogo di aggregazione.

Con l’iniziativa 2026 per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, la Fondazione con il Sud sostiene progetti che puntano a recuperare e rendere nuovamente attivi immobili sottratti alla criminalità organizzata, promuovendo attività sociali, culturali ed economiche capaci di generare sviluppo locale.

L’obiettivo è favorire il riutilizzo di questi beni come luoghi di partecipazione e innovazione sociale, sostenendo modelli di gestione sostenibili e progetti che coinvolgano attivamente le comunità locali.

Chi sono i beneficiari del bando Valorizzazione dei beni confiscati alla mafia: il bando 2026 della Fondazione con il Sud

Il bando “Valorizzazione dei beni confiscati alle mafie” si rivolge a enti del Terzo Settore che assumono il ruolo di soggetto responsabile del progetto.

Il soggetto responsabile deve:

  • essere iscritto al RUNTS;
  • essere costituito prima del 1° gennaio 2024;
  • avere sede nella regione in cui è localizzato il bene confiscato oggetto dell’intervento;
  • non aver già ricevuto contributi, come soggetto responsabile, nelle precedenti iniziative della Fondazione con il Sud dedicate ai beni confiscati.
I progetti devono essere realizzati attraverso un partenariato composto da almeno tre soggetti di cui almeno due appartenenti al Terzo Settore.

Al partenariato possono partecipare anche enti pubblici, istituzioni scolastiche e universitarie, consorzi e imprese, coinvolgendo così diversi attori del territorio e del sistema economico locale e nazionale.

Il bene confiscato deve essere assegnato al soggetto responsabile da non più di tre anni e garantire una disponibilità residua di almeno dieci anni dalla data di presentazione della proposta.

Gli interventi devono riguardare beni immobili confiscati situati nelle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Cosa finanzia il bando Valorizzazione dei beni confiscati alla mafia: il bando 2026 della Fondazione con il Sud

Il bando "Valorizzazione dei beni confiscati alle mafie" finanzia i seguenti interventi:


  • recupero e adeguamento funzionale dell’immobile confiscato, finalizzati alla sua fruizione;
  • attivazione di servizi sociali, culturali o educativi;
  • progetti di inclusione sociale e lavorativa, in particolare rivolti a persone in condizioni di fragilità;
  • iniziative economiche a finalità sociale, utili a garantire la sostenibilità della gestione del bene;
  • attività di animazione territoriale e coinvolgimento della comunità locale.
Gli interventi di riqualificazione o ristrutturazione dell’immobile sono ammessi, ma il loro costo non può superare il 25% del contributo richiesto.

I progetti devono dimostrare una strategia chiara di utilizzo del bene nel medio-lungo periodo, con attività continuative e impatto sul territorio.

Quanto finanzia il bando Valorizzazione dei beni confiscati alla mafia: il bando 2026 della Fondazione con il Sud

Il contributo massimo richiedibile è fino a €400.000, pari all’80% del costo complessivo del progetto. È quindi necessario garantire un cofinanziamento minimo del 20%, attraverso risorse proprie o di altri partner.

Le proposte vengono valutate in ordine cronologico e finanziate fino a esaurimento delle risorse disponibili. I progetti giudicati positivamente ma non finanziati per mancanza di fondi potranno essere considerati ammissibili per successive iniziative della Fondazione con il Sud dedicate ai beni confiscati.

Quando scade il bando Valorizzazione dei beni confiscati alla mafia: il bando 2026 della Fondazione con il Sud

Le idee progettuali devono essere presentate entro il 10 dicembre 2026 tramite la piattaforma online Chàiros.
I termini di chiusura possono essere anticipati in caso di esaurimento delle risorse disponibili. 

La selezione prevede due fasi: presentazione dell’idea progettuale e, per le proposte ammesse, sviluppo del progetto esecutivo

I progetti finanziati dovranno avere una durata compresa tra 36 e 48 mesi.

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