Iperammortamento 2026: novità, incentivi ed efficienza energetica per le imprese

Ilaria Bresciani
Iperammortamento 2026: novità, incentivi ed efficienza energetica per le imprese


Il nuovo decreto attuativo sulla maxi-deduzione fiscale 2026, misura che riprende e aggiorna il precedente modello di iperammortamento, è ormai in fase avanzata di definizione e introduce importanti novità per le imprese che intendono investire in innovazione, digitalizzazione ed efficientamento energetico.

La misura, prevista dalla Legge di Bilancio 2026, punta a sostenere gli investimenti produttivi attraverso una deduzione fiscale maggiorata, offrendo alle aziende uno strumento concreto per ridurre il carico fiscale e accelerare la transizione tecnologica ed energetica.

A differenza dei tradizionali crediti d’imposta, il beneficio agisce direttamente sulla base imponibile IRES, IRPEF e IRAP, consentendo una maggiore deducibilità degli investimenti effettuati e generando un vantaggio fiscale immediato.

In uno scenario caratterizzato da costi energetici elevati, crescente attenzione ai criteri ESG e necessità di aumentare la competitività industriale, il provvedimento rappresenta una leva strategica per le imprese che vogliono investire in:

  •  innovazione tecnologica;
  • automazione industriale;
  • ottimizzazione energetica;
  • impianti fotovoltaici per autoconsumo;
  • gestione intelligente dell’energia.

Particolarmente rilevante è l’apertura agli investimenti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, che conferma il ruolo sempre più centrale del fotovoltaico nei processi di transizione energetica delle imprese.

Vediamo nel dettaglio come funziona la nuova misura, quali investimenti possono essere agevolati e quali sono gli adempimenti previsti dal decreto attuativo.

Come funziona la nuova maxi-deduzione fiscale 2026

La nuova misura consente alle imprese di beneficiare di una deduzione fiscale maggiorata sugli investimenti in beni strumentali nuovi e tecnologie innovative.

Secondo le prime indicazioni contenute nelle bozze del decreto attuativo, la maggiorazione della deduzione dovrebbe articolarsi su più fasce:

  •  fino al 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • fino al 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro;
  • fino al 50% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro.

Il vantaggio principale consiste nella possibilità di ridurre in misura significativa la base imponibile delle imposte sui redditi e dell’IRAP, ottenendo un beneficio fiscale diretto senza dover attendere la compensazione di crediti d’imposta.

Potranno rientrare nell’agevolazione:

  •  beni materiali e immateriali strumentali nuovi;
  • tecnologie interconnesse ai sistemi aziendali;
  • impianti collegati alla gestione della produzione o della rete di fornitura.

L’obiettivo della misura è incentivare la modernizzazione del sistema produttivo italiano, favorendo investimenti capaci di migliorare produttività, innovazione ed efficienza energetica.

Fotovoltaico e autoproduzione energetica: una grande opportunità per le imprese

Uno degli aspetti più interessanti della nuova maxi-deduzione riguarda gli investimenti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, anche a distanza.

Questo significa che le imprese potranno incentivare investimenti in impianti fotovoltaici finalizzati a ridurre la dipendenza energetica dalla rete e migliorare la sostenibilità dei propri processi produttivi.

In un contesto caratterizzato da forte volatilità dei costi energetici, il fotovoltaico rappresenta oggi una delle soluzioni più efficaci per:

  • ridurre i costi operativi;
  • aumentare l’autonomia energetica;
  • migliorare le performance ESG;
  • stabilizzare i costi energetici nel lungo periodo;
  • aumentare la competitività aziendale.

Se integrati con sistemi di accumulo e piattaforme intelligenti di monitoraggio energetico, gli impianti fotovoltaici diventano parte di una strategia energetica evoluta, capace di ottimizzare consumi e prestazioni produttive.

L’agevolazione per gli impianti fotovoltaici sarà subordinata all’utilizzo di moduli conformi ai requisiti previsti dalla normativa europea e dal Decreto Legge 181/2023, che introduce specifici criteri legati all’origine e all’efficienza dei pannelli.

Secondo le indicazioni attualmente disponibili, potranno rientrare tra gli investimenti agevolabili:

  • moduli fotovoltaici con celle prodotte nell’Unione Europea caratterizzati da elevati standard di efficienza energetica; 
  • moduli bifacciali ad eterogiunzione o tandem prodotti in UE, con prestazioni energetiche avanzate e tecnologie ad alta efficienza. 

L’obiettivo della misura è incentivare l’utilizzo di tecnologie innovative e valorizzare la filiera europea del fotovoltaico, promuovendo investimenti sostenibili, performanti e in linea con gli standard energetici richiesti dalla transizione ecologica.

Per le imprese, questo rappresenta un’opportunità strategica per investire in impianti fotovoltaici di nuova generazione, migliorare l’autonomia energetica e ridurre nel tempo i costi legati ai consumi elettrici.

Digitalizzazione, automazione ed efficienza energetica

Accanto agli investimenti energetici, la misura continua a sostenere la trasformazione digitale delle imprese attraverso tecnologie avanzate e sistemi interconnessi.

Le agevolazioni riguarderanno infatti investimenti in:

 

  • automazione industriale;
  • software gestionali proprietari;
  • sistemi intelligenti di monitoraggio energetico;
  • tecnologie di building automation;
  • piattaforme per la gestione intelligente dei consumi;
  • infrastrutture interconnesse alla produzione.

L’obiettivo è creare imprese più efficienti, automatizzate e sostenibili, in grado di monitorare in tempo reale consumi energetici, performance produttive e utilizzo delle risorse.

Secondo le anticipazioni attualmente disponibili, dovrebbero restare escluse dalle agevolazioni le soluzioni software in cloud basate su canone o abbonamento periodico, note come Software as a Service (SaaS), in quanto non considerate beni immateriali agevolabili ai fini della maxi-deduzione fiscale.

Questo aspetto renderà ancora più importante per le imprese valutare con attenzione le tecnologie da adottare e le modalità di acquisizione dei software, privilegiando soluzioni compatibili con i requisiti previsti dalla normativa.

Una corretta pianificazione degli investimenti digitali sarà quindi fondamentale per massimizzare i benefici fiscali e integrare in modo efficace innovazione tecnologica, automazione ed efficientamento dei processi aziendali.

Nuovi obblighi e comunicazioni previsti dal decreto

Il decreto attuativo della nuova maxi-deduzione fiscale 2026 è attualmente in fase di completamento dell’iter di approvazione e pubblicazione e, secondo le anticipazioni disponibili, il provvedimento dovrebbe introdurre una serie di adempimenti amministrativi finalizzati al monitoraggio degli investimenti e alla corretta gestione dell’agevolazione fiscale, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza nell’utilizzo delle risorse, un controllo più efficace degli investimenti e una tracciabilità completa degli interventi realizzati dalle imprese.

In base alle bozze attualmente circolate, per accedere al beneficio dovrebbero essere previste diverse comunicazioni obbligatorie durante le varie fasi dell’investimento:

  • una comunicazione preventiva da presentare prima dell’avvio del progetto; 
  • una comunicazione intermedia al raggiungimento di almeno il 20% dell’investimento; 
  • una comunicazione finale a conclusione dell’intervento. 

Secondo le indiscrezioni, potrebbe inoltre essere introdotta una ulteriore comunicazione di monitoraggio richiesta dalla Ragioneria dello Stato, finalizzata a verificare l’andamento degli investimenti e il corretto utilizzo dell’agevolazione fiscale.

 Le bozze del decreto prevedono inoltre nuovi obblighi informativi periodici relativi:

  • agli investimenti realizzati; 
  • ai costi sostenuti; 
  • al piano di ammortamento; 
  • all’utilizzo progressivo del beneficio fiscale nei diversi esercizi.  

Prima dell’effettiva operatività della misura sarà necessario completare l’iter istituzionale che prevede:

  • la firma definitiva del MEF; 
  • il controllo della Corte dei Conti; 
  • la pubblicazione ufficiale sul portale del MIMIT; 
  • il successivo decreto direttoriale con le date di apertura della piattaforma dedicata alle domande. 

 Alla luce delle di queste prime indicazioni, per le imprese sarà quindi fondamentale pianificare correttamente gli investimenti e predisporre con anticipo tutta la documentazione tecnica, economica e amministrativa necessaria per accedere agli incentivi.

Il ruolo di Mygreenenergy nella transizione energetica delle imprese

 In un contesto in cui efficienza energetica, sostenibilità e riduzione dei costi diventano sempre più strategici per le aziende, Mygreenenergy affianca le imprese nello sviluppo di progetti innovativi dedicati alla transizione energetica.

Grazie a un approccio chiavi in mano e al supporto di partner specializzati, aiutiamo le aziende a individuare le soluzioni più efficaci per migliorare l’efficienza energetica, ridurre i consumi e aumentare l’autonomia energetica dei propri impianti produttivi.

Supportiamo le imprese nella realizzazione di:

  •  impianti fotovoltaici industriali; 
  • sistemi di accumulo energetico; 
  • interventi di efficientamento energetico; 
  • sistemi intelligenti di monitoraggio dei consumi; 
  • automazione e gestione avanzata dell’energia; 
  • analisi e valutazione degli incentivi disponibili. 

L’obiettivo è trasformare innovazione e sostenibilità in un vantaggio competitivo concreto, aiutando le aziende a migliorare le performance energetiche, ridurre i costi operativi e affrontare la transizione energetica in modo semplice, sicuro e sostenibile.

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