Lombardia: il nuovo Piano della Mobilità Ciclistica punta su sostenibilità, sicurezza e connessioni

Ilaria Bresciani
Lombardia: il nuovo Piano della Mobilità Ciclistica punta su sostenibilità, sicurezza e connessioni territoriali


La Regione Lombardia accelera il percorso verso una mobilità più sostenibile con l’aggiornamento del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC), approvato ad aprile 2026. Il nuovo piano definisce una rete strategica composta da 25 direttrici ciclabili di interesse nazionale e regionale, con l’obiettivo di collegare città, aree turistiche, stazioni ferroviarie e principali nodi del trasporto pubblico attraverso infrastrutture moderne, sicure e integrate con il territorio.

Con un investimento superiore ai 115 milioni di euro, il PRMC rappresenta uno dei più importanti programmi regionali dedicati alla mobilità dolce e alla ciclabilità urbana ed extraurbana. La strategia della Regione non punta soltanto a incentivare il cicloturismo, ma mira a trasformare la bicicletta in una reale alternativa per gli spostamenti quotidiani casa-lavoro, casa-scuola e per la mobilità urbana sostenibile.

L’aggiornamento del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica si inserisce all’interno delle politiche regionali dedicate alla transizione ecologica, alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della qualità della vita, promuovendo un modello di mobilità più efficiente, sostenibile e interconnesso. Investire sulla ciclabilità significa infatti ridurre traffico e inquinamento, migliorare la qualità dell’aria, valorizzare il territorio e favorire nuovi modelli di turismo lento e sostenibile. La vera sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa visione strategica in una rete ciclabile realmente fruibile, sicura e capace di incidere concretamente sulla qualità della vita dei cittadini, sulla sostenibilità urbana e sulla competitività del territorio lombardo.

Vediamo insieme quali sono le principali novità del nuovo Piano Regionale della Mobilità Ciclistica della Lombardia e quali opportunità potrà generare per territori, amministrazioni locali e mobilità sostenibile.

Una rete ciclabile più moderna, continua e sicura

 Il nuovo Piano Regionale della Mobilità Ciclistica punta a realizzare una rete ciclabile moderna, accessibile e realmente funzionale, superando la semplice logica della creazione di nuovi percorsi. L’obiettivo è costruire infrastrutture continue e integrate con il territorio, capaci di migliorare sicurezza, connessioni e fruibilità lungo tutta la rete regionale.

Particolare attenzione viene dedicata all’eliminazione dei cosiddetti “punti di rottura”, ovvero quei tratti che interrompono la continuità dei percorsi e che rappresentano spesso criticità per la sicurezza dei ciclisti. Per raggiungere questi obiettivi, il piano prevede:

  • investimenti per circa 115 milioni di euro dedicati allo sviluppo della mobilità ciclabile;
  • miglioramento della sicurezza attraverso nuova segnaletica e sistemi di protezione dei tracciati;
  • potenziamento dell’intermodalità con collegamenti verso stazioni ferroviarie e trasporto pubblico locale;
  • integrazione tra ciclovie storiche lombarde e nuovi corridoi strategici nazionali ed europei;
  • promozione della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano oltre che turistico;
  • valorizzazione della mobilità dolce come leva di sostenibilità ambientale e sviluppo territoriale;
  • riduzione delle emissioni e miglioramento della qualità urbana.

Grande attenzione viene inoltre dedicata ai principali assi strategici della mobilità ciclistica regionale, tra cui la Milano-Monaco, la Ciclovia VenTo e i percorsi che attraversano i grandi laghi lombardi.

In questo scenario, amministrazioni locali, progettisti e operatori infrastrutturali saranno chiamati a trasformare gli indirizzi strategici del PRMC in infrastrutture concrete, resilienti e pienamente integrate con il contesto urbano e territoriale.

I percorsi strategici previsti dal nuovo Piano della Mobilità Ciclistica

Il nuovo Piano Regionale della Mobilità Ciclistica della Lombardia individua 25 direttrici strategiche che costituiranno l’ossatura della rete ciclabile regionale nei prossimi anni. Si tratta di percorsi di interesse nazionale ed europeo pensati per collegare città, territori, aree turistiche e principali nodi del trasporto pubblico, favorendo una mobilità più sostenibile, sicura e integrata.

Le ciclovie previste dal piano rappresentano uno degli elementi centrali della strategia regionale per la mobilità dolce e saranno oggetto di investimenti dedicati alla progettazione, alla messa in sicurezza dei tracciati, al miglioramento dell’intermodalità e alla continuità delle connessioni ciclabili lungo il territorio lombardo.

Di seguito l’elenco completo delle 25 direttrici ciclabili strategiche individuate dalla Regione Lombardia, suddivise per tipologia.

 Direttrici Nazionali ed europee (GRAB/EuroVelo)

  • Ciclovia VenTo: Il lungo Po, che collega Torino a Venezia.
  • Ciclovia del Sole (EuroVelo 7): Parte del tracciato europeo che attraversa la Lombardia da Nord a Sud.
  • Ciclovia Francigena (EuroVelo 5): Il percorso dei pellegrini che scende dalla Svizzera verso Roma.
  • Ciclovia dello Stelvio: Un percorso epico tra le montagne.
  • Ciclovia Tirrenica: Il collegamento verso la costa ligure e toscana.

Direttrici Regionali Prioritarie

  • Ciclovia Alpina: Lungo l'arco montano.
  • Ciclovia dei Laghi: Unisce i principali specchi d'acqua (Maggiore, Como, Garda).
  • Ciclovia Pedemontana: Attraversa la fascia alta della pianura.
  • Ciclovia dell'Adda: Lungo l'intero corso del fiume Adda.
  • Ciclovia del Ticino: All'interno del Parco del Ticino.
  • Ciclovia dell’Oglio: Da Ponte di Legno fino al Po.
  • Ciclovia del Mincio: Il celebre percorso tra Peschiera e Mantova.
  • Ciclovia Olona-Lura: Riqualificazione delle valli varesine e dell'alto milanese.
  • Ciclovia Lambro: Attraversa il cuore verde della Brianza e di Milano.
  • Ciclovia Brembo: Lungo la Val Brembana.
  • Ciclovia Serio: Lungo la Val Seriana.
  • Ciclovia del Naviglio Grande: La storica via d'acqua verso Milano.
  • Ciclovia del Naviglio Pavese: Collegamento diretto Milano-Pavia.
  • Ciclovia del Naviglio della Martesana: Da Milano verso l'Adda.
  • Ciclovia Milano-Monaco: Il grande asse verso il Nord Europa.
  • Ciclovia Padana Superiore: Asse Est-Ovest in pianura.
  • Ciclovia della Bassa: Attraversa le province di Lodi, Cremona e Mantova.
  • Ciclovia della Val Camonica: Potenziamento dei tratti montani.
  • Ciclovia della Val Valtellina: Percorso turistico d'eccellenza.
  • Ciclovia Transalpina: Ulteriore varco di collegamento internazionale

Il piano prevede inoltre interventi specifici per migliorare la mobilità urbana nelle principali città lombarde, con particolare attenzione ai collegamenti con le nuove infrastrutture ferroviarie e metropolitane, come i nuovi itinerari ciclabili integrati con la linea Blu della metropolitana di Milano. Il nuovo Piano Regionale della Mobilità Ciclistica rappresenta quindi molto più di un semplice programma infrastrutturale: è una leva strategica per la transizione ecologica della Lombardia.

 Dalla visione alla realtà: costruire il futuro della mobilità sostenibile

Il nuovo Piano Regionale della Mobilità Ciclistica rappresenta un’opportunità strategica per migliorare la qualità della vita, ridurre le emissioni e rendere i territori lombardi più sostenibili, accessibili e connessi. La realizzazione della nuova rete ciclabile regionale non riguarda infatti soltanto la creazione di nuovi percorsi, ma la costruzione di un sistema infrastrutturale moderno capace di integrare mobilità dolce, trasporto pubblico e sviluppo urbano sostenibile.

Trasformare questa visione in infrastrutture concrete richiederà però un importante lavoro di pianificazione, progettazione e coordinamento. Temi come l’intermodalità, il superamento delle barriere infrastrutturali, la sicurezza urbana e l’integrazione dei percorsi ciclabili con il tessuto urbano ed extraurbano rappresentano oggi alcune delle principali sfide tecniche e progettuali per amministrazioni locali e operatori del settore.

Ponti, attraversamenti complessi, tratti urbani ad alta densità e connessioni con stazioni ferroviarie e trasporto pubblico saranno elementi centrali nello sviluppo della futura rete ciclabile lombarda, richiedendo competenze multidisciplinari e una gestione integrata degli interventi.

In questo contesto, supportiamo enti pubblici, amministrazioni locali e stakeholder territoriali nello sviluppo di infrastrutture ciclabili moderne, sicure e realmente integrate con il territorio, affiancando i committenti in tutte le fasi del percorso progettuale e realizzativo.

Il nostro approccio combina pianificazione strategica, progettazione tecnica e supporto operativo con l’obiettivo di trasformare gli indirizzi regionali in interventi concreti, efficienti e pienamente fruibili, contribuendo alla realizzazione di una rete ciclabile allineata ai migliori standard europei di sicurezza, sostenibilità e qualità urbana.

 Ci occupiamo in particolare di:

  • studi preliminari e analisi territoriali;
  • progettazione di ciclovie e infrastrutture ciclabili;
  • supporto tecnico per bandi e finanziamenti regionali;
  • predisposizione della documentazione tecnica e amministrativa;
  • coordinamento progettuale e gestione operativa;
  • direzione lavori e monitoraggio degli interventi;
  • integrazione tra mobilità ciclabile, trasporto pubblico e sviluppo urbano sostenibile.

 Che si tratti di una grande direttrice strategica, di un collegamento urbano o di un progetto locale dedicato alla mobilità dolce, il nostro obiettivo è accompagnare territori e amministrazioni nella realizzazione di infrastrutture efficienti, sicure e sostenibili, capaci di generare valore ambientale, urbano e sociale nel lungo periodo.

 Un esempio concreto: la progettazione della Ciclovia VenTo (PC01)

 Tra i progetti più rappresentativi della nuova strategia regionale per la mobilità sostenibile rientra la Ciclovia VenTo (PC01), uno dei principali assi cicloturistici europei che collega Torino a Venezia lungo il fiume Po. Nel tratto lombardo, questo percorso rappresenta un esempio concreto delle sfide tecniche, infrastrutturali e progettuali necessarie per realizzare una rete ciclabile moderna, sicura e realmente integrata con il territorio.

La progettazione di infrastrutture come la VenTo non riguarda infatti soltanto la realizzazione della pista ciclabile, ma richiede un approccio multidisciplinare capace di coniugare sicurezza, sostenibilità ambientale, intermodalità, valorizzazione paesaggistica e qualità urbana. Ogni intervento deve essere progettato tenendo conto delle caratteristiche territoriali, delle connessioni con il trasporto pubblico, della fruibilità dei percorsi e dell’integrazione con il contesto ambientale e urbano attraversato dalla ciclovia.

Vediamo quindi quali sono alcune delle principali attività di analisi, progettazione e sviluppo necessarie per la realizzazione di un’infrastruttura ciclabile strategica come la Ciclovia VenTo.

1.     Analisi territoriale e rilievo tecnico

La progettazione lungo le aree fluviali del Po richiede particolare attenzione agli aspetti idraulici e alla conformazione del territorio. Per questo motivo risultano fondamentali:

  •  analisi geotecniche e studio della stabilità arginale;
  • rilievi topografici ad alta precisione;
  • utilizzo di droni e laser scanner per il monitoraggio delle aree più complesse;
  • valutazioni ambientali e paesaggistiche finalizzate a minimizzare l’impatto degli interventi.

L’obiettivo è garantire sicurezza, durabilità e piena integrazione dell’infrastruttura con il contesto naturale attraversato dalla ciclovia.

 2. Materiali sostenibili e qualità costruttiva

Per infrastrutture ciclabili di lunga percorrenza, la scelta dei materiali rappresenta un elemento strategico. La progettazione punta infatti a garantire elevati standard di durabilità, comfort e sostenibilità ambientale attraverso:

  • pavimentazioni drenanti ed eco-compatibili;
  • utilizzo di materiali a basso impatto ambientale;
  • integrazione paesaggistica dei tracciati;
  • sezioni ciclabili adeguate ai flussi turistici e alla mobilità quotidiana;
  • progettazione di percorsi bidirezionali sicuri e accessibili.

Particolare attenzione viene inoltre dedicata alla manutenzione e alla resilienza dell’infrastruttura nel lungo periodo.

2.     Sicurezza e continuità dei percorsi

Uno degli elementi centrali del nuovo Piano Regionale della Mobilità Ciclistica riguarda la continuità della rete e la sicurezza degli utenti. Nel caso della Ciclovia VenTo questo significa progettare soluzioni capaci di eliminare interferenze e criticità lungo il percorso, attraverso:

  • intersezioni protette e attraversamenti sicuri;
  • sottopassi e sovrappassi nei punti critici;
  • segnaletica coordinata e sistemi di wayfinding;
  • connessioni con stazioni ferroviarie e trasporto pubblico locale;
  • miglioramento dell’accessibilità e della fruibilità dei percorsi.

La sicurezza rappresenta oggi uno degli aspetti più rilevanti per incentivare l’utilizzo quotidiano della bicicletta e favorire la diffusione della mobilità dolce.

4. Infrastrutture di servizio e Bike Hub

La progettazione di una ciclabilità moderna non si limita alla pista ciclabile, ma include anche servizi dedicati a ciclisti, turisti e utenti del territorio. Per questo motivo i nuovi percorsi integrano sempre più frequentemente:

  • aree di sosta attrezzate;
  • punti di ricarica per e-bike;
  • bike hub e servizi di assistenza;
  • stazioni di manutenzione rapida;
  • zone ombreggiate e spazi di supporto alla mobilità lenta.

 L’obiettivo è creare infrastrutture realmente fruibili, capaci di migliorare l’esperienza degli utenti e valorizzare il territorio attraversato dalla rete ciclabile.

Questo esempio dedicato alla Ciclovia VenTo evidenzia concretamente come pianificazione strategica, progettazione tecnica e sostenibilità possano convergere nello sviluppo di infrastrutture ciclabili moderne, sicure e integrate con il territorio. L’obiettivo di interventi di questo tipo è realizzare percorsi efficienti, accessibili e pienamente connessi con il sistema della mobilità sostenibile, capaci di migliorare la qualità urbana, incentivare la mobilità dolce e valorizzare il territorio nel lungo periodo.

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