Nuova legge FER Lombardia: aree idonee, agrivoltaico e limiti per gli impianti rinnovabili

Ilaria Bresciani
Nuova legge FER Lombardia: aree idonee, agrivoltaico e limiti per gli impianti rinnovabili


L’introduzione dell’art. 11-bis nel D.lgs. 190/2024 segna un passaggio centrale nel percorso di accelerazione della transizione energetica italiana, affidando alle Regioni il compito di individuare nuove aree idonee per lo sviluppo degli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili (FER). L’obiettivo della normativa è contribuire al raggiungimento dei target nazionali di decarbonizzazione fissati al 2030, aumentando la produzione di energia da fonti pulite e riducendo la dipendenza energetica dai combustibili fossili.

In questo scenario, la Lombardia sarà chiamata a svolgere un ruolo strategico, dovendo installare circa 8,766 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili rispetto ai livelli registrati nel 2020, nell’ambito del meccanismo nazionale di burden sharing. Per raggiungere questi obiettivi, il 12 maggio 2026 l’Assemblea regionale ha approvato la nuova legge sulle aree idonee, un provvedimento che definisce criteri, superfici e modalità per lo sviluppo delle diverse tecnologie rinnovabili sul territorio lombardo.

La normativa introduce inoltre nuovi strumenti di governance e controllo, prevedendo un monitoraggio annuale dello stato di attuazione della legge, forme di compensazione territoriale per i Comuni coinvolti e un maggiore coinvolgimento degli enti locali nei processi decisionali legati alla localizzazione degli impianti FER. L’impostazione scelta dalla Regione punta a privilegiare aree già artificializzate, impermeabilizzate o compromesse, cercando di bilanciare la crescita delle energie rinnovabili con la tutela del territorio, delle aree agricole e dei contesti sottoposti a vincoli paesaggistici.

Secondo le stime, il provvedimento potrebbe generare investimenti compresi tra 13 e 15 miliardi di euro entro il 2030, rappresentando uno dei passaggi più rilevanti per il futuro energetico e industriale della Lombardia. 

Vediamo quindi nel dettaglio quali sono le principali aree idonee individuate dalla Regione e cosa prevede la nuova normativa per lo sviluppo degli impianti FER.

Le aree idonee individuate dalla Lombardia per gli impianti FER

La nuova legge regionale sulle aree idonee definisce in modo dettagliato quali superfici potranno ospitare impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili (FER), differenziando i criteri in base alla tecnologia utilizzata. L’obiettivo della Regione Lombardia è favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili limitando il consumo di nuovo suolo agricolo e privilegiando il recupero di aree già urbanizzate, impermeabilizzate o compromesse, come siti industriali dismessi, cave esaurite ed ex discariche.

Per gli impianti fotovoltaici, la priorità viene data alle superfici già trasformate o non più utilizzate a fini produttivi. Tra le aree considerate idonee rientrano:

  •  cave con attività estrattiva conclusa; 
  • ex discariche dismesse, previa verifica di compatibilità tecnica; 
  • aree industriali e produttive; 
  • siti dismessi non residenziali; 
  • aree già previste dai PGT comunali per trasformazioni urbanistiche compatibili; 
  • coperture di edifici, parcheggi e superfici impermeabilizzate. 

Per il settore eolico, la normativa punta soprattutto al riutilizzo e al potenziamento degli impianti già esistenti. Nelle aree dove sono già presenti turbine sarà quindi possibile realizzare nuovi impianti, effettuare interventi di revamping, aumentare la capacità produttiva e installare sistemi di accumulo a batterie.

Anche per gli impianti a biomassa solida vengono privilegiate aree già infrastrutturate o produttive, tra cui:

  •  stabilimenti industriali esistenti; 
  • aree interne a siti produttivi; 
  • ex discariche compatibili sotto il profilo tecnico; 
  • aree dismesse non residenziali; 
  • zone tecnologiche destinate a impianti e infrastrutture di servizio. 

Nel comparto idroelettrico, la Regione favorisce principalmente il potenziamento e l’ammodernamento degli impianti già presenti sul territorio. Gli interventi potranno interessare:

  •  fiumi e torrenti; 
  • canali artificiali di irrigazione e bonifica; 
  • infrastrutture del servizio idrico integrato; 
  • siti già utilizzati per la produzione idroelettrica, sia per piccole che grandi derivazioni. 

Per la geotermia, infine, la normativa adotta un approccio più flessibile. Gli impianti potranno essere realizzati non solo nelle aree già classificate come idonee, ma anche in tutti i territori dove venga accertata la presenza effettiva della risorsa geotermica nel sottosuolo, sia per applicazioni a bassa che ad alta entalpia.

Nel complesso, la strategia regionale punta a promuovere uno sviluppo delle energie rinnovabili compatibile con la tutela del territorio, incentivando il recupero di aree già compromesse e riducendo al minimo l’utilizzo di nuove superfici agricole e naturali.

Aree agricole idonee: limiti e regole previste dalla Lombardia

Uno dei punti più delicati affrontati dalla nuova normativa regionale riguarda l’utilizzo delle aree agricole per la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra e agrivoltaici. La Regione Lombardia ha infatti introdotto limiti precisi con l’obiettivo di conciliare lo sviluppo delle energie rinnovabili con la tutela del suolo agricolo e delle attività produttive legate al comparto agricolo.

La legge prevede che gli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili (FER) non possano occupare più dello 0,8% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) complessiva regionale. A livello territoriale, ogni Comune potrà autorizzare nuovi impianti entro il limite massimo del 3% della propria SAU comunale, mentre è stato introdotto anche un tetto del 2% sulla SAU provinciale, così da evitare una concentrazione eccessiva degli impianti in determinate aree.

La normativa prevede tuttavia alcune deroghe per interventi considerati strategici sotto il profilo energetico e produttivo. In particolare:

  •  il limite potrà essere elevato fino al 5% della SAU comunale per impianti destinati all’autoconsumo industriale o alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER); 
  • la soglia potrà arrivare fino al 10% nei casi in cui gli impianti siano finalizzati esclusivamente all’alimentazione di imprese ad alto consumo energetico. 

Per garantire il rispetto delle soglie previste, la Regione introdurrà inoltre un sistema di monitoraggio continuo delle superfici agricole interessate dagli impianti FER. Una volta raggiunti i limiti stabiliti dalla normativa, non sarà più possibile autorizzare nuovi impianti e anche le richieste ancora in fase di istruttoria potranno essere dichiarate improcedibili.

L’obiettivo del provvedimento è promuovere uno sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili, evitando un consumo eccessivo di suolo agricolo e garantendo al tempo stesso un equilibrio tra transizione energetica, tutela del territorio e salvaguardia delle attività agricole.

Agrivoltaico: nuove regole e controlli

La nuova normativa regionale dedica particolare attenzione anche agli impianti agrivoltaici, introducendo regole più rigorose con l’obiettivo di garantire la continuità dell’attività agricola e preservare la produttività dei terreni coinvolti. L’intento della Regione è favorire lo sviluppo dell’agrivoltaico solo nei casi in cui la produzione energetica possa convivere in modo concreto ed equilibrato con l’attività agricola o zootecnica.

Per questo motivo, il progetto dovrà essere accompagnato da una relazione agronomica asseverata, in grado di dimostrare la sostenibilità economica dell’attività agricola e il mantenimento del reddito aziendale anche dopo l’installazione dell’impianto. La normativa prevede inoltre specifici obblighi di monitoraggio per verificare nel tempo gli effetti dell’impianto sul territorio e sulla produzione agricola.

 Tra le principali prescrizioni previste dalla legge rientrano:

  •  la presentazione di una relazione agronomica asseverata sulla sostenibilità dell’attività agricola o zootecnica; 
  • il mantenimento della produttività agricola e della redditività aziendale; 
  • l’installazione di sistemi di monitoraggio dedicati a suolo, microclima, continuità produttiva e funzionalità ecologica dell’area interessata. 

La legge stabilisce inoltre che debba essere garantito almeno l’80% della Produzione Lorda Vendibile (PLV) originaria, così da evitare che l’attività agricola venga progressivamente sostituita dalla sola produzione energetica.

Sono previsti anche controlli periodici sugli impianti agrivoltaici: il primo dovrà essere effettuato dopo tre anni dall’entrata in esercizio dell’impianto e successivamente con cadenza triennale. Qualora dai controlli emergesse una riduzione della produttività agricola rispetto ai parametri previsti, il gestore dell’impianto sarà obbligato a presentare un piano triennale di ripristino e recupero produttivo.

Con queste misure, la Regione Lombardia punta a definire un modello di agrivoltaico realmente integrato con l’agricoltura, evitando fenomeni di consumo improprio del suolo agricolo e garantendo una maggiore tutela delle attività produttive locali.

Vincoli e limitazioni per gli impianti da fonti rinnovabili

Accanto all’individuazione delle aree idonee, la normativa lombarda introduce anche una serie di vincoli e limitazioni finalizzati a tutelare le aree di maggiore pregio ambientale, paesaggistico e naturalistico. In questi contesti, infatti, non sarà possibile applicare le procedure autorizzative semplificate previste per gli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili (FER).

Le limitazioni riguardano in particolare:

  •  territori sottoposti a tutela paesaggistica; 
  • aree protette e riserve naturali; 
  • parchi regionali; 
  • monumenti naturali; 
  • siti appartenenti alla Rete Natura 2000; 
  • zone umide di interesse internazionale; 
  • siti riconosciuti dall’UNESCO. 

La legge prevede invece la possibilità di ricorrere alle procedure semplificate per gli impianti fotovoltaici collocati a oltre 500 metri dai beni culturali tutelati e per gli impianti eolici situati a una distanza superiore a 3 chilometri dai medesimi beni.

La normativa introduce inoltre nuove misure per incentivare l’integrazione delle fonti rinnovabili nel patrimonio edilizio. Nei nuovi edifici e negli interventi di ristrutturazione sarà infatti previsto l’obbligo di integrare impianti FER, mentre i progetti che includeranno sistemi di produzione energetica da fonti rinnovabili potranno beneficiare di criteri di priorità nell’accesso ai finanziamenti pubblici.

L’obiettivo della Regione è quello di favorire uno sviluppo delle energie rinnovabili compatibile con la tutela del paesaggio e dell’ambiente, promuovendo al tempo stesso un modello energetico più sostenibile ed efficiente.

Il ruolo degli enti locali nella mappatura delle aree idonee FER

Il progetto di legge della Regione Lombardia sulle aree idonee per gli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili (FER) punta a rafforzare la governance territoriale attraverso un maggiore coinvolgimento degli enti locali nei processi di pianificazione e nelle scelte legate alla transizione energetica. Comuni, Province, Città Metropolitana e organizzazioni agricole avranno infatti un ruolo diretto nella definizione delle aree considerate idonee o non idonee alla realizzazione degli impianti FER.

Gli enti locali parteciperanno inoltre alla definizione della mappatura delle aree che saranno successivamente pubblicate sul Geoportale della Regione Lombardia, oltre che alla valutazione delle relative compensazioni territoriali. Prima dell’approvazione definitiva, la Giunta regionale dovrà acquisire i pareri degli enti coinvolti e pubblicare la proposta per 30 giorni, aprendo una fase di consultazione pubblica dedicata alla raccolta di osservazioni e contributi tecnici.

L’obiettivo della norma è garantire maggiore trasparenza, partecipazione e coordinamento istituzionale nei processi decisionali, favorendo un equilibrio tra sviluppo delle energie rinnovabili, tutela del territorio e coinvolgimento delle comunità locali nelle future trasformazioni energetiche della Lombardia.

Compensazioni territoriali e tutela delle aree residenziali

Tra le principali novità introdotte dal progetto di legge regionale rientra il rafforzamento del ruolo dei Comuni nella gestione degli impatti legati agli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili (FER). La normativa, attraverso la modifica della legge regionale n. 26/2003, introduce infatti un sistema di compensazioni territoriali destinato ai territori coinvolti dalla realizzazione degli impianti, consentendo alle amministrazioni comunali di scegliere tra:

  •  la realizzazione diretta di opere compensative; 
  • il riconoscimento di contributi economici equivalenti da parte dei proponenti degli impianti. 

Le eventuali risorse economiche ottenute dovranno essere reinvestite esclusivamente in interventi di interesse pubblico e ambientale, con l’obiettivo di garantire benefici concreti e duraturi alle comunità locali coinvolte dalla transizione energetica. In particolare, i fondi potranno essere destinati a:

  •  interventi di mitigazione ambientale e paesaggistica; 
  • progetti di efficientamento energetico di edifici pubblici e infrastrutture locali; 
  • attività di monitoraggio, controllo e tutela ambientale del territorio. 

La misura punta a creare un equilibrio tra sviluppo delle energie rinnovabili e salvaguardia del territorio, favorendo un modello di crescita più sostenibile e condiviso.

La legge introduce inoltre specifiche misure di tutela per le aree residenziali situate in prossimità degli impianti FER di maggiori dimensioni. Per gli impianti superiori a 30 MW, i Comuni potranno infatti:

  •  proporre localizzazioni alternative; 
  • richiedere l’introduzione di fasce di rispetto fino a 30 metri; 
  • segnalare criticità urbanistiche, ambientali o paesaggistiche legate alla localizzazione degli impianti. 

L’obiettivo è limitare l’impatto degli impianti sui nuclei abitati più vicini e garantire una pianificazione territoriale più equilibrata, attenta alla qualità della vita delle comunità locali e alla tutela del contesto ambientale e paesaggistico.

Relazione annuale sullo stato di attuazione della legge

 A completare il quadro delle misure introdotte dalla nuova normativa regionale, durante il passaggio in Commissione Ambiente è stata inserita anche una clausola valutativa che prevede la presentazione annuale, da parte della Giunta regionale, di una relazione al Consiglio regionale sullo stato di attuazione della legge.

La misura ha l’obiettivo di garantire un monitoraggio costante degli effetti prodotti dalla normativa sul territorio, verificando nel tempo l’efficacia delle disposizioni introdotte in materia di aree idonee, sviluppo degli impianti FER e tutela ambientale e paesaggistica.

La relazione annuale consentirà inoltre di valutare:

  •  l’impatto delle nuove regole sul territorio lombardo; 
  • il livello di coinvolgimento degli enti locali nei processi decisionali; 
  • l’efficacia delle compensazioni territoriali previste per i Comuni; 
  • gli effetti della normativa sullo sviluppo delle energie rinnovabili e sulla tutela delle aree agricole e paesaggistiche. 

L’obiettivo della Regione è rafforzare trasparenza, controllo e monitoraggio nell’attuazione delle politiche legate alla transizione energetica, garantendo un equilibrio tra crescita delle fonti rinnovabili, tutela del territorio e coinvolgimento delle comunità locali.

Per maggiori informazioni o per approfondire nel dettaglio gli aspetti normativi, autorizzativi e territoriali legati al tuo progetto FER, puoi sempre contattarci. Saremo lieti di offrirti il supporto necessario, aiutandoti a valutare le opportunità previste dalla nuova normativa regionale e a individuare le soluzioni più adatte alle esigenze del tuo intervento.


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