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La Regione Marche investe sulle Comunità Energetiche: 3,8 milioni di euro

La Regione Marche investe sulle Comunità Energetiche: 3,8 milioni di euro per nuovi impianti rinnovabili
Ilaria Bresciani

La Regione Marche rafforza il proprio impegno per la transizione energetica con un nuovo bando dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Con il Decreto Dirigenziale n. 226 del 15 luglio 2026, nell'ambito del PR FESR Marche 2021-2027, sono stati stanziati 3,8 milioni di euro per sostenere la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo a servizio delle configurazioni di autoconsumo collettivo.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano oggi uno degli strumenti più efficaci per accelerare la transizione energetica, perché consentono a cittadini, imprese ed enti pubblici di produrre, condividere e consumare energia rinnovabile, generando benefici ambientali, economici e sociali per i territori. Attraverso questa misura, la Regione intende promuovere progetti in grado di aumentare l'autoconsumo, ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, favorire l'innovazione tecnologica e contribuire concretamente al raggiungimento degli obiettivi regionali ed europei di decarbonizzazione.

L'iniziativa rappresenta un'importante opportunità per le Comunità Energetiche già costituite o in fase di sviluppo, offrendo un sostegno concreto agli investimenti necessari per incrementare la produzione di energia pulita e rafforzare i modelli di condivisione energetica sul territorio.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio chi può partecipare, quali interventi sono finanziati, l'entità dei contributi, le spese ammissibili e le modalità di presentazione della domanda, per aiutarti a cogliere al meglio questa opportunità di finanziamento e accelerare la realizzazione della tua Comunità Energetica.

Chi sono i beneficiari del bando La Regione Marche investe sulle Comunità Energetiche: 3,8 milioni di euro

Il bando è rivolto esclusivamente alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) che rispettano specifici requisiti giuridici e territoriali. L'obiettivo della misura è sostenere configurazioni già strutturate e capaci di produrre benefici ambientali, economici e sociali a favore del territorio e delle comunità locali.
 
Per poter presentare domanda, la Comunità Energetica Rinnovabile deve essere già legalmente costituita al momento dell'invio dell'istanza. La richiesta di contributo, infatti, può essere presentata esclusivamente dalla CER in quanto soggetto giuridico e non dai singoli membri che ne fanno parte.
Dal punto di vista della forma giuridica, la Comunità Energetica deve configurarsi come un soggetto autonomo senza scopo di lucro, ad esempio sotto forma di:
 
  • associazione riconosciuta o non riconosciuta; 
  • cooperativa a mutualità prevalente; 
  • consorzio; 
  • impresa sociale. 
 
L'atto costitutivo e lo statuto devono inoltre prevedere espressamente che la finalità principale della CER sia quella di generare benefici ambientali, economici e sociali per i propri membri e per il territorio, e non il conseguimento di utili o profitti finanziari.
 
Un ulteriore requisito riguarda la localizzazione. La Comunità Energetica deve avere sia la sede legale sia la sede operativa nella Regione Marche, mentre tutti gli impianti di produzione finanziati e tutti i membri della Comunità (produttori e consumatori) devono essere collegati alla medesima Cabina Primaria.
 
Questo rappresenta uno degli elementi fondamentali della normativa sulle CER: la Cabina Primaria definisce infatti il perimetro geografico entro il quale l'energia prodotta può essere condivisa tra i membri della Comunità Energetica.
 
Per verificare la propria Cabina Primaria è sufficiente inserire il codice POD, riportato nella bolletta elettrica, sul portale del distributore di rete competente.
 
Per quanto riguarda la composizione della Comunità Energetica, possono aderire:

  • cittadini; 
  • enti locali; 
  • associazioni; 
  • piccole e medie imprese (PMI). 
 
Le grandi imprese possono eventualmente partecipare alla Comunità Energetica, ma non possono esercitare poteri di controllo, come previsto dalla normativa vigente.
 
Infine, è importante ricordare che il contributo a fondo perduto viene erogato direttamente alla Comunità Energetica Rinnovabile, in quanto soggetto giuridico unitario, e non ai singoli soci o aderenti.
 
Questi requisiti garantiscono che le risorse del bando siano destinate a Comunità Energetiche realmente operative, radicate sul territorio e in grado di favorire la diffusione dell'autoconsumo collettivo e della produzione condivisa di energia rinnovabile.
 

Cosa finanzia il bando La Regione Marche investe sulle Comunità Energetiche: 3,8 milioni di euro

Il bando finanzia la realizzazione di nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, ma anche l'ampliamento e il potenziamento di impianti già esistenti, con l'obiettivo di incrementare la capacità di produzione e condivisione dell'energia all'interno delle Comunità Energetiche Rinnovabili.
 
Sono ammesse diverse tecnologie, in grado di rispondere alle differenti esigenze dei territori e dei soggetti aderenti alla CER. In particolare, il contributo può essere richiesto per:
 
  • impianti fotovoltaici e agrivoltaici, sia su coperture sia a terra, comprese le soluzioni integrate con le attività agricole; 
  • impianti mini-eolici e mini-idroelettrici, destinati alla produzione di energia sfruttando il vento o i corsi d'acqua locali; 
  • impianti per la produzione di energia marina, basati su tecnologie innovative che utilizzano il moto ondoso; 
  • sistemi di accumulo (storage), indispensabili per immagazzinare l'energia prodotta, ottimizzare l'autoconsumo e migliorare la flessibilità della rete; 
  • smart grid e sistemi di gestione intelligente dell'energia, che consentono di monitorare, controllare e ripartire i flussi energetici tra i diversi membri della Comunità Energetica. 
 
L'obiettivo della misura è favorire la realizzazione di Comunità Energetiche sempre più efficienti, digitali e in grado di massimizzare l'autoconsumo dell'energia prodotta localmente.

Quanto finanzia il bando La Regione Marche investe sulle Comunità Energetiche: 3,8 milioni di euro

Il contributo copre le spese strettamente necessarie alla realizzazione dell'infrastruttura energetica e alla costituzione della Comunità Energetica, sostenendo sia gli investimenti materiali sia le attività tecniche e amministrative indispensabili per l'avvio del progetto.
 
Tra le principali spese finanziabili rientrano:
 
  • fornitura e installazione degli impianti, compresi moduli fotovoltaici, inverter, sistemi di accumulo, componenti elettrici, macchinari e strutture di supporto; 
  • opere edili e impiantistiche, come scavi, cablaggi, opere accessorie e tutti gli interventi necessari per l'installazione e il collegamento degli impianti alla rete elettrica nazionale; 
  • spese tecniche e professionali, tra cui studi di fattibilità tecnico-economica, progettazione definitiva ed esecutiva, direzione lavori, diagnosi energetiche, collaudi e altre prestazioni specialistiche, nei limiti percentuali previsti dal bando; 
  • costi per la costituzione della Comunità Energetica, comprese le spese notarili, legali e di consulenza amministrativa necessarie per la costituzione e la registrazione della CER. 
 
La possibilità di finanziare anche le attività di progettazione e i costi di costituzione rappresenta un elemento particolarmente interessante, perché consente di ridurre gli investimenti iniziali necessari per avviare una Comunità Energetica e accompagnare il progetto fin dalle prime fasi di sviluppo.
 
Quali sono i contributi e l'intensità dell'agevolazione?
 
Uno degli aspetti più interessanti del bando è rappresentato dall'entità dell'agevolazione economica, pensata per sostenere concretamente la realizzazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili e favorire nuovi investimenti sul territorio.
 
L'incentivo viene concesso sotto forma di contributo a fondo perduto, coprendo fino al 40% delle spese ritenute ammissibili, con un importo massimo pari a 300.000 euro per ciascun progetto.
Per poter accedere al finanziamento, il progetto dovrà prevedere un investimento minimo superiore a 200.000 euro, requisito che consente di sostenere iniziative con un impatto significativo sulla produzione e condivisione di energia rinnovabile.
 
Tra le principali condizioni previste dal bando si evidenziano:
 
  • contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili; 
  • contributo massimo pari a 300.000 euro per progetto; 
  • investimento minimo superiore a 200.000 euro; 
  • obbligo di destinare almeno il 60% dell'energia prodotta all'autoconsumo virtuale condiviso tra i membri della Comunità Energetica. 
 
Un aspetto particolarmente interessante del bando è la possibilità di cumulare il contributo regionale con gli incentivi previsti dal GSE per le Comunità Energetiche Rinnovabili. Il contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili è infatti compatibile con la Tariffa Premio riconosciuta dal GSE sull'energia condivisa. È importante tuttavia considerare che, per rispettare i limiti previsti dalla normativa europea ed evitare il doppio finanziamento del medesimo investimento, la tariffa incentivante erogata dal GSE sarà ridotta in misura proporzionale, secondo quanto stabilito dalla disciplina nazionale. 
 
Nonostante questa riduzione, il cumulo tra contributo regionale e incentivi GSE rappresenta un'importante opportunità per le Comunità Energetiche, poiché consente di migliorare in modo significativo la sostenibilità economica dell'investimento, ridurre i tempi di ritorno e aumentare la convenienza complessiva del progetto nel medio e lungo periodo.
 
Un esempio pratico: quanto può convenire l'investimento?
 
Per comprendere meglio i vantaggi economici del bando, può essere utile simulare un caso concreto. Immaginiamo una Comunità Energetica Rinnovabile delle Marche che realizza un impianto fotovoltaico da circa 150 kWp, completo di sistema di accumulo, con un investimento complessivo di 250.000 euro.
 
In questo scenario, il progetto potrebbe beneficiare delle seguenti agevolazioni:
 
  • Investimento complessivo: 250.000 euro; 
  • Contributo a fondo perduto regionale (40%): 100.000 euro; 
  • Quota a carico della CER (60%): 150.000 euro, finanziabile attraverso il capitale dei soci, strumenti di finanza agevolata o un finanziamento bancario. 
 
A questo beneficio si aggiungono gli incentivi ventennali del GSE sull'energia condivisa e il risparmio generato dall'autoconsumo, che contribuiscono a migliorare ulteriormente la redditività dell'investimento.
 
Grazie alla combinazione tra contributo regionale, Tariffa Premio del GSE e minori costi energetici, il tempo di ritorno dell'investimento (payback period) può ridursi in modo significativo, passando indicativamente dagli 8-9 anni di un investimento tradizionale a circa 4-5 anni, rendendo il progetto molto più sostenibile sotto il profilo economico e finanziario.
 
Questo esempio dimostra come il bando rappresenti una concreta opportunità per accelerare la nascita di nuove Comunità Energetiche, ridurre l'investimento iniziale richiesto ai soci e migliorare la redditività degli impianti nel lungo periodo.
 
I vantaggi per chi aderisce a una Comunità Energetica Rinnovabile
 
Entrare a far parte di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) significa non solo contribuire alla transizione energetica, ma anche beneficiare di importanti vantaggi economici, ambientali e sociali. Grazie alla condivisione dell'energia prodotta da fonti rinnovabili, cittadini, imprese, enti pubblici e associazioni possono ridurre i costi energetici, accedere agli incentivi previsti dal GSE e partecipare attivamente allo sviluppo sostenibile del proprio territorio.
 
Tra i principali benefici previsti per i membri della Comunità Energetica troviamo:
 
  • Riduzione della spesa energetica, grazie all'autoconsumo dell'energia condivisa che consente di diminuire i costi della bolletta e valorizzare l'energia prodotta localmente. 
  • Incentivi garantiti per 20 anni, attraverso la redistribuzione della Tariffa Premio del GSE riconosciuta sull'energia condivisa tra i membri della Comunità Energetica. 
  • Benefici ambientali, con una riduzione delle emissioni di CO2, una maggiore diffusione delle fonti rinnovabili e la valorizzazione del patrimonio edilizio e produttivo grazie agli interventi di efficientamento energetico. 
  • Valore sociale per il territorio, perché le Comunità Energetiche possono destinare parte dei benefici economici e dell'energia condivisa al sostegno di famiglie in condizioni di vulnerabilità o di povertà energetica, favorendo un modello di sviluppo più inclusivo e solidale. 
 
Le Comunità Energetiche rappresentano quindi molto più di un semplice strumento per produrre energia rinnovabile. Sono un modello innovativo di collaborazione tra cittadini, imprese ed enti pubblici, capace di generare valore condiviso, rafforzare la resilienza energetica dei territori e accelerare il percorso verso gli obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello nazionale ed europeo.
 

Quando scade il bando La Regione Marche investe sulle Comunità Energetiche: 3,8 milioni di euro

Le domande di contributo dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma SIGEF (Sistema Informativo della Regione Marche), seguendo una procedura valutativa a sportello.
 
Questo significa che le richieste saranno esaminate secondo l'ordine cronologico di presentazione e finanziate fino all'esaurimento delle risorse disponibili. Per questo motivo è fondamentale arrivare preparati all'apertura dello sportello, predisponendo con anticipo tutta la documentazione tecnica e amministrativa richiesta.
 
Le principali scadenze da ricordare sono:
 
  • Apertura dello sportello: 30 settembre 2026, ore 10:00; 
  • Chiusura dello sportello: 29 gennaio 2027, ore 17:00, salvo esaurimento anticipato delle risorse; 
  • Presentazione della domanda: esclusivamente tramite il portale regionale SIGEF. 
  • Per evitare ritardi nella presentazione della domanda, è consigliabile iniziare fin da subito la raccolta della documentazione necessaria. In particolare sarà richiesto di predisporre:
  • Atto costitutivo e Statuto della Comunità Energetica, regolarmente registrati, che attestino l'assenza di scopo di lucro e la conformità al D.Lgs. 199/2021; 
  • mappatura dei codici POD e verifica dell'appartenenza di tutti i membri alla stessa Cabina Primaria; 
  • studio di fattibilità tecnico-economica, con la stima dell'energia producibile e della quota di autoconsumo condiviso, che dovrà essere almeno pari al 60%; 
  • progetto tecnico degli impianti, dei sistemi di accumulo e delle eventuali smart grid, corredato dai preventivi dei fornitori; 
  • titolo di disponibilità delle aree o degli immobili interessati dall'intervento (proprietà, comodato, diritto di superficie o altro titolo idoneo); 
  • richiesta di connessione alla rete elettrica presentata al gestore competente (e-distribuzione o altro distributore locale); 
  • firma digitale del legale rappresentante della CER, necessaria per la sottoscrizione e l'invio della domanda attraverso la piattaforma SIGEF. 
 
Per predisporre la proposta progettuale è obbligatorio utilizzare il simulatore RECON, sviluppato da ENEA, uno strumento che permette di elaborare le analisi tecnico-economiche richieste dal bando e di verificare la sostenibilità dell'intervento in conformità ai criteri previsti dalla misura.
Poiché il bando segue una procedura valutativa a sportello, le domande saranno esaminate in ordine cronologico di presentazione e finanziate fino all'esaurimento delle risorse disponibili. Per questo motivo è fondamentale arrivare preparati all'apertura dello sportello, predisponendo con largo anticipo tutta la documentazione tecnica e amministrativa necessaria. Una pianificazione accurata consente infatti di presentare tempestivamente la domanda e di aumentare le possibilità di ottenere il contributo.
Per consultare il testo integrale del bando, scaricare la modulistica ufficiale e rimanere aggiornati su eventuali comunicazioni o modifiche, è possibile visitare la pagina dedicata ai bandi energia sul portale della Regione Marche alla pagina

Come possiamo aiutarti?
 
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I nostri esperti ti affiancheranno in ogni fase del progetto: dalla verifica dei requisiti e della fattibilità dell'intervento alla costituzione della Comunità Energetica, dalla progettazione degli impianti alla predisposizione della documentazione tecnica e amministrativa, fino alla presentazione della domanda di contributo e alla gestione degli incentivi GSE. Un unico partner per trasformare questa opportunità in un progetto concreto, sostenibile e finanziato.

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