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PNRR e Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

Matteo Bertoni
PNRR e Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), l’indipendenza energetica è raggiungibile

La prospettiva di indipendenza energetica dei territori è un obiettivo sempre più vicino e raggiungibile, in molti, infatti, anche in Italia, si sono già attivati per costruire al loro interno delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)  .

Le CER sono delle comunità formate da attori di diverso tipo il cui fine è autoprodurre e consumare energia green da distribuire tra i membri, il che porta alla rottura della dipendenza dei territori dalle fonti fossili e non rinnovabili di energia, andando incontro alla decarbonizzazione.

Il progetto, se visto su scala comunale o sovralocale è sicuramente dispendioso e spesso difficile da mettere in pratica senza i fondi necessari; il tema della produzione di energia pulita è all’ordine del giorno, anche grazie al Green Deal Europeo, al pacchetto del REPowerEU, agli obiettivi dell’Agenda 2030 e infine al Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. 

È grazie a questi provvedimenti che sono stati trovati i fondi per incentivare sempre più la nascita delle CER.

Il PNRR, struttura e componenti

Con il programma Recovery and Resilience Fund (RRF), che fa parte del pacchetto RepowerEU, l’Europa ha stanziato una somma cospicua, 750 miliardi in tutto, per la ripresa dell’economia degli stati membri dopo la crisi pandemica da Covid-19. Ogni stato membro ha predisposto un piano specifico per utilizzare i fondi, 191,5 miliardi sono stati destinati all’Italia e per investirli è stato redatto il PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza .

Il PNRR è composto da tre priorità trasversali valide per tutt’Europa (Digitalizzazione e innovazione, Transizione ecologica e Inclusione sociale) e si dirama in 16 Componenti, raggruppate in sei missioni. Ogni Missione comprende delle riforme necessarie per effettuare gli interventi, in tutto sono 63 riforme.

Oltre ai finanziamenti del PNRR, il 6 maggio 2021 è stato approvato, con il Decreto legge n.59, il Piano Nazionale per gli Investimenti complementari che serve ad integrare gli strumenti messi a disposizione dal PNRR. Il Piano stanzia 30.622,46 milioni di euro da utilizzare nel medesimo arco di tempo, 2021-2026.

Tra i fondi del PNRR e il Fondo Complementare arriviamo quindi ad avere a disposizione 22,1 miliardi di euro.

Rivoluzione verde e transizione ecologica

Per quanto riguarda la creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili precisamente l’investimento considerato è legato alla Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2.

La missione M2 è denominata “Rivoluzione verde e transizione ecologica” alla quale sono dedicati 59,47 miliardi, circa il 40% dei fondi del PNRR; affronta i temi legati all’agricoltura sostenibile, l’economia circolare, la transizione ed efficienza energetica, la mobilità sostenibile, le risorse idriche e l’inquinamento. 

La M2 si divide poi a sua volta in 4 componenti, in particolare quello relativo alle Comunità Energetiche è il Componente 2 (C2.1) “Incrementare la quota di energia prodotta da fonti di energia rinnovabile”.  L’investimento I1.2 a sostegno delle Comunità Energetiche è “Promozione rinnovabili per le Comunità Energetiche e l'Autoconsumo”.

È importante che questo investimento sia efficace soprattutto nelle aree in cui si prevede maggior impatto, perciò è dedicato in particolare alle aree più fragili, comuni con non più di 5000 abitanti per sostenere l’economia dei piccoli borghi che hanno subito un forte processo di spopolamento.

Ci sono anche delle norme che stabiliscono la potenza massima degli impianti che per ora arriva a 2.000 MW che serve per far fronte al fabbisogno energetico dei soci della comunità e se prodotta in eccesso può eventualmente essere rivenduta.


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