Il cambiamento climatico sta modificando profondamente il modo di progettare e gestire le nostre città. L'aumento delle temperature, la diffusione delle isole di calore urbane e la crescente frequenza di eventi meteorologici estremi impongono un nuovo approccio alla pianificazione del territorio e alla progettazione degli spazi pubblici. La capacità delle città di adattarsi ai cambiamenti climatici è oggi una delle principali sfide per le amministrazioni pubbliche e per tutti i professionisti coinvolti nella rigenerazione urbana.
In questo scenario, la Camera dei Deputati ha approvato nei giorni scorsi una serie di mozioni che impegnano il Governo a promuovere politiche e interventi orientati al miglioramento della qualità microclimatica delle città, alla depavimentazione delle superfici impermeabili, alla diffusione delle infrastrutture verdi, dei Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile (SuDS), delle isole del fresco e alla riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico secondo criteri di resilienza climatica.
Pur non introducendo immediatamente nuovi obblighi normativi, questo atto rappresenta un chiaro indirizzo strategico destinato a orientare le future politiche nazionali, la programmazione degli investimenti pubblici e i criteri di progettazione delle opere. Si delinea così un nuovo modello di rigenerazione urbana, nel quale la gestione sostenibile delle acque meteoriche, la riduzione del rischio idraulico, l'adattamento ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità ambientale diventano elementi centrali della pianificazione.
Per Comuni, progettisti, professionisti e imprese si apre quindi una nuova fase. Le soluzioni basate sulla natura, le infrastrutture verdi, la depavimentazione e i Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile non rappresentano più interventi sperimentali, ma strumenti destinati a diventare parte integrante dei futuri programmi di finanziamento, dei bandi pubblici e dei progetti di trasformazione urbana.
Nei prossimi paragrafi analizziamo quali sono le principali novità introdotte dalle mozioni approvate, il ruolo dei SuDS e delle infrastrutture verdi, le opportunità che si aprono per le amministrazioni locali e perché queste soluzioni rappresentano un passaggio fondamentale verso città più resilienti, sostenibili e capaci di affrontare le sfide climatiche dei prossimi decenni.
Un nuovo quadro strategico per la progettazione delle città
Le mozioni approvate dalla Camera dei Deputati rappresentano un importante cambio di prospettiva nella pianificazione urbana. Pur non introducendo direttamente nuovi obblighi operativi, definiscono un indirizzo strategico destinato a orientare le future politiche nazionali, la programmazione degli investimenti pubblici e, progressivamente, i criteri di progettazione delle opere e degli interventi di rigenerazione urbana.
Per Comuni, progettisti e operatori del settore si tratta di un segnale molto chiaro: l'adattamento ai cambiamenti climatici è destinato a diventare un elemento strutturale della pianificazione territoriale, influenzando il modo in cui verranno progettati gli spazi pubblici, le infrastrutture e gli edifici.
Le linee di indirizzo approvate individuano tre ambiti prioritari di intervento destinati a caratterizzare i futuri programmi di sviluppo urbano.
- Pianificazione urbana e qualità microclimatica: promuovere l'integrazione di indicatori di qualità microclimatica all'interno degli strumenti urbanistici e dei programmi di rigenerazione urbana, incrementando infrastrutture verdi, superfici permeabili e soluzioni progettuali capaci di mitigare le isole di calore e migliorare il comfort degli spazi pubblici.
- Gestione sostenibile delle acque meteoriche: rafforzare il principio dell'invarianza idraulica e idrologica attraverso la diffusione dei Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile (SuDS), favorendo l'infiltrazione, la laminazione e il riutilizzo delle acque piovane per ridurre il rischio di allagamenti e il sovraccarico delle reti fognarie durante gli eventi meteorici intensi.
- Sicurezza e resilienza dei cantieri: promuovere l'adozione di protocolli nazionali e di nuove misure organizzative per la gestione dello stress termico e dei rischi climatici nei cantieri, rafforzando la tutela dei lavoratori e migliorando la resilienza delle attività di costruzione rispetto agli effetti del cambiamento climatico.
Questi indirizzi delineano un nuovo modello di progettazione urbana, nel quale resilienza climatica, sostenibilità ambientale, sicurezza e qualità dello spazio pubblico diventano elementi centrali nella pianificazione delle città.
Per le Pubbliche Amministrazioni significa ripensare il modo di progettare e gestire il territorio, privilegiando interventi capaci di ridurre gli effetti del cambiamento climatico, migliorare la qualità ambientale e aumentare la resilienza urbana. Per professionisti, progettisti e imprese rappresenta invece una significativa opportunità di innovazione e crescita, poiché questi criteri saranno sempre più presenti nei bandi di finanziamento, negli appalti pubblici e nei programmi di rigenerazione urbana dei prossimi anni.
Dalla città impermeabile alla città permeabile: il ruolo strategico della depavimentazione
Tra gli strumenti destinati a caratterizzare la nuova stagione della rigenerazione urbana, la depavimentazione (de-paving) rappresenta uno degli interventi più efficaci per aumentare la resilienza delle città ai cambiamenti climatici.
Per molti anni lo sviluppo urbano si è basato sulla progressiva impermeabilizzazione del suolo attraverso asfalto, calcestruzzo e altre superfici artificiali, riducendo drasticamente la capacità naturale del terreno di assorbire l'acqua piovana. Oggi questo modello mostra tutti i suoi limiti: maggiore rischio di allagamenti, sovraccarico delle reti fognarie, incremento delle isole di calore e perdita della naturale capacità di regolazione del ciclo dell'acqua.
La depavimentazione propone un cambio di paradigma, restituendo permeabilità ai suoli e integrando soluzioni basate sulla natura per rendere le città più sicure, resilienti e sostenibili.
Dal punto di vista tecnico, i principali benefici sono:
- Riduzione del deflusso superficiale (run-off): l'acqua piovana viene assorbita direttamente dal terreno nel punto in cui cade, diminuendo il volume d'acqua convogliato verso la rete fognaria e riducendo il rischio di allagamenti durante gli eventi meteorici intensi.
- Ricarica naturale delle falde acquifere: l'infiltrazione dell'acqua favorisce il ripristino del ciclo idrologico naturale, contribuisce alla ricarica delle falde e aiuta a contrastare fenomeni di subsidenza e impoverimento delle risorse idriche.
- Mitigazione delle isole di calore urbane: le superfici permeabili e vegetate assorbono e rilasciano meno calore rispetto ad asfalto e cemento, migliorando il microclima urbano, riducendo le temperature superficiali e aumentando il comfort degli spazi pubblici.
- Maggiore resilienza climatica: la presenza di aree permeabili consente alle città di gestire in modo più efficace gli eventi meteorologici estremi, diminuendo la vulnerabilità del territorio e migliorando la sicurezza delle infrastrutture urbane.
- Più qualità urbana e biodiversità: la depavimentazione favorisce l'inserimento di infrastrutture verdi, rain garden, bioswale e altre Nature Based Solutions, contribuendo ad aumentare la biodiversità, migliorare la qualità paesaggistica e valorizzare gli spazi pubblici.
La depavimentazione non rappresenta quindi soltanto un intervento di riqualificazione urbana, ma un vero e proprio investimento nella resilienza delle città, destinato a diventare uno degli elementi chiave della pianificazione urbana e dei futuri programmi di rigenerazione finanziati a livello nazionale ed europeo.
Le città spugna e i Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile (SuDS)
Tra le soluzioni più innovative per affrontare gli effetti del cambiamento climatico vi è il modello delle città spugna (Sponge City), un approccio che integra ingegneria idraulica, pianificazione urbana e Nature Based Solutions per rendere le città più resilienti agli eventi meteorologici estremi.
La logica progettuale è semplice ma rivoluzionaria: l'acqua piovana non viene più considerata un elemento da allontanare rapidamente attraverso le reti fognarie, bensì una risorsa da trattenere, filtrare, infiltrare nel terreno e, quando possibile, riutilizzare direttamente sul territorio.
Questo modello consente di ridurre il rischio di allagamenti, limitare il sovraccarico delle reti di drenaggio, migliorare il microclima urbano e contribuire alla ricarica naturale delle falde acquifere.
Alla base delle città spugna vi sono i Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile (SuDS), che combinano infrastrutture tradizionali con soluzioni basate sulla natura per gestire le acque meteoriche in modo più efficiente e sostenibile.
Tra le principali soluzioni progettuali rientrano:
Bioswales e Rain Gardens: Canali vegetati e giardini di pioggia progettati con specifici strati drenanti e filtranti (ghiaie, sabbie e substrati vegetali) in grado di raccogliere, rallentare e depurare naturalmente le acque meteoriche attraverso processi di filtrazione e fitodepurazione, favorendone l'infiltrazione o il successivo riutilizzo.
- Pavimentazioni drenanti ad alte prestazioni: Pavimentazioni permeabili, realizzate con calcestruzzi drenanti, masselli autobloccanti o grigliati erbosi, che consentono all'acqua di infiltrarsi direttamente nel terreno mantenendo elevate prestazioni meccaniche e garantendo la piena fruibilità di parcheggi, piazze, marciapiedi e aree carrabili.
- Tetti verdi e facciate vegetali: Coperture e pareti integrate con vegetazione che intercettano parte delle precipitazioni prima che raggiungano il suolo, trattenendo temporaneamente l'acqua piovana e favorendone l'evapotraspirazione. Oltre a ridurre il deflusso superficiale, contribuiscono al raffrescamento urbano, migliorano l'efficienza energetica degli edifici e incrementano la biodiversità.
- Bacini di laminazione e sistemi di accumulo: Aree progettate per trattenere temporaneamente le acque meteoriche durante gli eventi più intensi, riducendo i picchi di piena e consentendone il rilascio graduale o il riutilizzo per usi irrigui, ambientali o civili.
L'integrazione di queste soluzioni consente di trasformare il sistema di drenaggio urbano da semplice infrastruttura di smaltimento a vera e propria infrastruttura ambientale, capace di migliorare la sicurezza idraulica, ridurre gli effetti delle isole di calore, aumentare la biodiversità e rendere le città più resilienti ai cambiamenti climatici.
Per questo motivo i SuDS sono oggi considerati uno degli strumenti più efficaci per la progettazione sostenibile delle aree urbane e rappresentano un elemento sempre più centrale nei programmi di rigenerazione urbana, nei finanziamenti pubblici e nelle strategie di adattamento climatico promosse a livello europeo e nazionale.
Qualità microclimatica e progettazione delle isole del fresco
In questo contesto uno degli obiettivi centrali della nuova pianificazione urbana è il miglioramento della qualità microclimatica degli spazi pubblici. L'aumento delle temperature e la crescente frequenza delle ondate di calore rendono infatti necessario progettare città capaci di mitigare gli effetti del cambiamento climatico, migliorando il comfort ambientale e la vivibilità dei contesti urbani.
In questo scenario assumono un ruolo sempre più importante le cosiddette "isole del fresco", ovvero aree urbane progettate per ridurre il surriscaldamento attraverso l'integrazione di infrastrutture verdi, materiali innovativi e soluzioni progettuali orientate alla resilienza climatica. Diversi studi dimostrano come questi interventi possano ridurre la temperatura percepita (Universal Thermal Climate Index - UTCI) fino a 3-5 °C nei contesti urbani più densamente edificati, con benefici significativi per la salute dei cittadini, la qualità dello spazio pubblico e il benessere ambientale.
Per raggiungere questi risultati è necessario adottare un approccio integrato che combini soluzioni naturalistiche, tecnologiche e progettuali, quali:
- Forestazione urbana stratificata: Incrementare la presenza di alberature ad alto fusto, arbusti, prati e vegetazione diffusa per aumentare le superfici ombreggiate, favorire l'evapotraspirazione naturale e migliorare il microclima urbano. Una progettazione multilivello del verde consente inoltre di incrementare la biodiversità e migliorare la qualità paesaggistica degli spazi pubblici.
- Materiali ad alta riflettanza solare (Cool Pavement): utilizzare pavimentazioni e materiali caratterizzati da un elevato indice di riflessione solare (Solar Reflectance Index - SRI), capaci di ridurre l'assorbimento del calore durante il giorno e limitare il rilascio di energia termica nelle ore serali, contribuendo così a contrastare il fenomeno delle isole di calore urbane.
- Progettazione bioclimatica e morfologia urbana: studiare l'orientamento degli edifici, la disposizione degli spazi aperti e i corridoi di ventilazione naturale per favorire la circolazione dell'aria e migliorare il comfort microclimatico. Una corretta configurazione morfologica del tessuto urbano rappresenta infatti uno degli strumenti più efficaci per ridurre il surriscaldamento estivo e aumentare la resilienza delle città.
La qualità microclimatica diventa così un vero e proprio parametro progettuale, destinato a influenzare sempre più la pianificazione urbanistica, la progettazione degli spazi pubblici e i futuri programmi di rigenerazione urbana. Le città del futuro non saranno valutate soltanto per l'efficienza delle infrastrutture o la qualità architettonica degli edifici, ma anche per la loro capacità di offrire ambienti più salubri, resilienti e confortevoli, in grado di adattarsi alle nuove condizioni climatiche e migliorare il benessere delle comunità.
Dalla progettazione alla realizzazione: il nuovo paradigma della rigenerazione urbana
L'evoluzione della pianificazione urbana non riguarda soltanto la progettazione degli spazi pubblici, ma coinvolge l'intero ciclo di vita delle opere, dalla programmazione degli investimenti fino alla gestione dei cantieri e alla manutenzione del patrimonio pubblico. La transizione verso città più resilienti passa infatti attraverso la riqualificazione energetica e climatica di scuole, ospedali, edifici pubblici e alloggi sociali, chiamati a diventare strutture sempre più efficienti, sostenibili e capaci di rispondere agli obiettivi di decarbonizzazione previsti dalla normativa europea.
In questo contesto assume un ruolo centrale il Project & Construction Management, che dovrà integrare competenze ambientali, energetiche e digitali lungo tutte le fasi del progetto. Diventa fondamentale adottare strumenti di analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment - LCA) per valutare l'impatto ambientale dei materiali e delle soluzioni costruttive, applicare in modo rigoroso i Criteri Ambientali Minimi (CAM) nelle procedure di affidamento delle opere pubbliche e sviluppare modelli di gestione dei cantieri sempre più orientati alla sostenibilità e alla sicurezza.
Le recenti ondate di calore rendono inoltre necessario ripensare anche l'organizzazione delle attività di cantiere, introducendo protocolli per la gestione dello stress termico, sistemi digitali di monitoraggio delle condizioni ambientali e soluzioni innovative capaci di tutelare la salute dei lavoratori durante le fasi di realizzazione delle opere.
La riconversione ecologica delle città non rappresenta quindi più una prospettiva futura, ma un processo già avviato, sostenuto da indirizzi normativi sempre più chiari e da programmi di finanziamento dedicati. Per Comuni, progettisti, imprese e professionisti si apre una nuova stagione nella quale competenze multidisciplinari, innovazione tecnologica e capacità di integrare infrastrutture verdi, città spugna, Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile (SuDS), depavimentazione e criteri ambientali diventeranno elementi determinanti per la qualità dei progetti e per l'accesso alle future opportunità di finanziamento.
Il futuro della rigenerazione urbana sarà sempre più orientato alla realizzazione di città resilienti, permeabili, sostenibili e capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici, trasformando le sfide ambientali in nuove opportunità di sviluppo per i territori.
Come possiamo aiutarti
La transizione verso città più resilienti, sostenibili e capaci di affrontare le sfide del cambiamento climatico richiede oggi un approccio integrato, che unisca competenze tecniche, innovazione progettuale e una profonda conoscenza della normativa e delle opportunità di finanziamento.
Il nostro impegno va proprio in questa direzione. Grazie alle competenze multidisciplinari di We Project e alla nostra rete di professionisti, affianchiamo Comuni, Pubbliche Amministrazioni, professionisti e imprese lungo l'intero ciclo di vita del progetto: dall'analisi preliminare del territorio alla progettazione, dalla predisposizione delle candidature ai bandi fino alla gestione e al monitoraggio degli interventi.
Supportiamo gli enti nell'integrazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), delle Nature Based Solutions (NBS), dei Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile (SuDS) e delle più avanzate metodologie di pianificazione e modellazione, contribuendo a sviluppare progetti innovativi, sostenibili e pienamente coerenti con l'evoluzione delle politiche europee e nazionali in materia di rigenerazione urbana e adattamento ai cambiamenti climatici.
Se desideri approfondire queste tematiche o valutare come applicarle ai tuoi interventi, ai prossimi bandi o ai programmi di rigenerazione urbana del tuo Comune, contattaci. Saremo lieti di mettere a disposizione la nostra esperienza per trasformare gli obiettivi di sostenibilità, resilienza climatica e innovazione in progetti concreti, finanziabili e capaci di generare valore per il territorio.
Glossario tecnico
Per facilitare la lettura dell'articolo, riportiamo una sintesi dei principali termini tecnici richiamati nelle nuove strategie di pianificazione urbana e adattamento ai cambiamenti climatici.
Città Spugna (Sponge City)
Modello di pianificazione urbana che favorisce la capacità della città di trattenere, infiltrare, accumulare e riutilizzare naturalmente le acque meteoriche, riducendo il rischio di allagamenti e migliorando la resilienza climatica.
Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile (SuDS)
Insieme di soluzioni progettuali e infrastrutturali che riproducono il comportamento naturale del ciclo dell'acqua attraverso infiltrazione, laminazione, filtrazione e riutilizzo delle acque meteoriche, limitando il carico sulle reti fognarie.
Depavimentazione (De-paving)
Intervento finalizzato alla rimozione di superfici impermeabili in asfalto o calcestruzzo per ripristinare la permeabilità del suolo, favorire l'infiltrazione delle acque piovane e incrementare la presenza di infrastrutture verdi.
Qualità microclimatica
Insieme delle condizioni ambientali locali – temperatura, umidità, ventilazione e radiazione solare – che influenzano il comfort termico, la vivibilità e la salute negli spazi urbani.
Isola di calore urbana (Urban Heat Island - UHI)
Fenomeno per cui le aree densamente urbanizzate raggiungono temperature significativamente più elevate rispetto ai territori circostanti, principalmente a causa dell'elevata impermeabilizzazione del suolo, della scarsità di vegetazione e dell'accumulo di calore da parte dei materiali edilizi.
Infrastrutture verdi (Green Infrastructure)
Sistema integrato di elementi naturali e seminaturali, quali parchi, alberature, tetti verdi, rain garden, bioswale e corridoi ecologici, progettati per fornire servizi ecosistemici, migliorare il microclima urbano, incrementare la biodiversità e aumentare la resilienza delle città ai cambiamenti climatici.