Individuare dove realizzare un impianto rinnovabile è uno dei primi passaggi per costruire un progetto sostenibile, sia dal punto di vista tecnico sia economico. Conoscere le caratteristiche del territorio e le condizioni applicabili alle diverse superfici aiuta a concentrare gli approfondimenti sulle opportunità più concrete.
La Lombardia, per contribuire agli obiettivi nazionali al 2030 secondo il meccanismo del burden sharing, dovrà raggiungere almeno 8,766 GW di potenza aggiuntiva da fonti rinnovabili rispetto alla fine del 2020. L’approccio regionale privilegia le aree già impermeabilizzate o compromesse, conciliando la decarbonizzazione con la tutela dell’agricoltura, dell’ambiente e del paesaggio.
In questo contesto, la mappatura digitale delle aree idonee offre una base informativa pubblica per confrontare le possibili localizzazioni e facilitare il dialogo tra amministrazioni, proprietari, progettisti e operatori. Uno strumento utile anche alle Comunità Energetiche Rinnovabili, per orientare lo sviluppo di nuovi impianti.
La mappatura approvata dalla Regione
Con la D.G.R. XII/6874 del 5 ottobre 2026, pubblicata sul BURL, Serie Ordinaria n. 43 del 20 ottobre 2026, Regione Lombardia ha approvato la ricognizione digitale prevista dalla legge regionale 10/2026.
Il provvedimento comprende la mappatura delle aree idonee e delle aree agricole sulle quali insistono impianti rinnovabili, insieme a due allegati:
- Allegato 1: la relazione sulle superfici relative alle diverse tipologie di area idonea e sui potenziali installabili;
- Allegato 2: il prospetto delle superfici agricole dei singoli Comuni.
La cartografia è consultabile attraverso un visualizzatore pubblico online che consente di avviare una prima lettura delle opportunità territoriali.
Quali aree sono considerate
Per il fotovoltaico, le ulteriori aree idonee regionali comprendono porzioni esaurite di cave in attività, discariche ante-norma o cessate, aree industriali e terziarie, aree dismesse non residenziali e determinati ambiti di trasformazione dei PGT.
La classificazione va verificata rispetto alla tecnologia, alle condizioni normative e al singolo sito.
Suolo agricolo: limiti e possibilità per le CER
La legge stabilisce soglie riferite alla superficie agricola utilizzata (SAU): 0,8% regionale, 2% provinciale e 3% comunale, secondo le modalità di calcolo previste.
Per impianti destinati alle CER, all’autoconsumo industriale o dei gestori dei servizi pubblici, i Comuni possono elevare la soglia comunale al 5%. Per specifiche configurazioni è prevista la possibilità di raggiungere il 10%. Gli incrementi richiedono una scelta comunale e non sostituiscono gli altri requisiti applicabili.
Agrivoltaico e tutela dell’attività agricola
L’agrivoltaico deve preservare almeno l’80% della produzione lorda vendibile, con attestazione agronomica e sistemi di monitoraggio. Sono previste verifiche dopo tre anni e successivamente con cadenza triennale, con misure correttive in caso di mancato rispetto della soglia.
Dalla mappa alla fattibilità del progetto
Per una Comunità Energetica, la mappa può aiutare a individuare le superfici su cui avviare un confronto con il Comune, i proprietari e i potenziali produttori.
Il passaggio successivo consiste nel verificare la disponibilità dell’area, i vincoli, la compatibilità urbanistica, le possibilità di connessione alla rete e la sostenibilità economica dell’intervento. Occorre inoltre valutare separatamente i requisiti per l’inserimento dell’impianto nella CER e per l’accesso agli incentivi.
L’individuazione di un’area nella mappatura non equivale all’autorizzazione del progetto né garantisce l’accesso agli incentivi CER. È un punto di partenza da affiancare all’analisi delle caratteristiche di ogni intervento.
Per Comuni, imprese e Comunità Energetiche, la disponibilità di informazioni territoriali accessibili può contribuire a impostare progetti più consapevoli e coerenti con le esigenze locali.
Consulta la mappa delle aree idonee di Regione Lombardia
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