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PNRR: Recupero e valorizzazione dei beni confiscati alle mafie

Micol Oggioni
PNRR: Recupero dei beni confiscati alle mafie

L’Agenzia per la Coesione Territoriale (ACT) ha pubblicato, nell’ambito dei bandi del PNRR, l’Avviso pubblico per la presentazione di proposte d'intervento per la selezione di progetti di valorizzazione di beni confiscati alle mafie.

L’Avviso ha lo scopo di individuare proposte progettuali finalizzate al recupero, rifunzionalizzazione e valorizzazione di beni confiscati alla criminalità organizzata attraverso opere di demolizione e ricostruzione, di ristrutturazione e/o adeguamento con lo scopo di restituire tali beni alla collettività e ai circuiti della legalità dei territori di appartenenza.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza mette a disposizione 300 milioni di euro per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie:

  • 250 milioni di euro sono riservati ai progetti selezionati attraverso una procedura valutativa e selettiva con graduatoria;
  • 50 milioni di euro sono destinati a progetti di particolare valore economico e/o simbolico per il territorio, selezionati tramite procedura concertativa.

L'obiettivo è realizzare almeno 200 interventi di recupero e valorizzazione entro il 2026.

Chi sono i beneficiari del bando PNRR: Recupero e valorizzazione dei beni confiscati alle mafie

L’Avviso è rivolto a tutti gli Enti territoriali (Regioni, Comuni, Province, Città metropolitane - anche in forma consortile o in associazione tra loro) destinatari di un bene confiscato, per il quale devono dimostrare l'avvenuta iscrizione nel proprio patrimonio indisponibile entro la data di presentazione della domanda.

I territori per cui è attivo l’Avviso sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il progetto presentato può avere anche carattere interregionale, ma solo all'interno dei territori delle Regioni indicate.

I soggetti proponenti dovranno dimostrare e garantire il possesso delle capacità operative ed amministrative in termini di competenze, risorse e qualifiche professionali idonee a garantire la realizzazione del progetto nei termini e nelle modalità previste.

Gli enti territoriali possono coinvolgere sin da questa fase di progettazione gli enti del Terzo Settore. Tale coinvolgimento è premiato da un apposito criterio di valutazione inserito nel bando.

Cosa finanzia il bando PNRR: Recupero e valorizzazione dei beni confiscati alle mafie

A titolo esemplificativo, potranno essere presentati progetti orientati ai seguenti scopi:
  • creazione di strutture, residenze sociali e sanitarie, centri diurni, coabitazione sociale a sostegno dell'alloggio e dell'inclusione sociale delle persone che vivono in condizioni di esclusione;
  • riqualificazione di spazi pubblici volta a migliorare i servizi sociali per i cittadini;
  • creazione di spazi di incontro socioculturale per i giovani gestiti da associazioni di volontariato; 
  • utilizzo di beni per fini istituzionali, compresa polizia locale, protezione civile, ecc .
Gli enti che intendono partecipare con le proprie proposte progettuali alla procedura concertativa, per l'assegnazione dei fondi compresi nei 50 milioni di euro, devono presentare dei 'progetti bandiera' caratterizzati da un particolare valore simbolico ed economico, notevoli prospettive di sviluppo, anche occupazionali, per il territorio.

La Scheda di dettaglio della Componente del PNRR specifica inoltre i target e milestone che devono essere rispettati per evitare la revoca del finanziamento, in particolare:
l'aggiudicazione definitiva dei lavori deve avvenire entro il 30 giugno 2023;
i progetti di importo pari o inferiore a 600.000 € dovranno concludere i lavori entro il 30 giugno 2025;
i progetti di importo superiore a 600.000 € dovranno concludere i lavori entro il 30 giugno 2026.

Quanto finanzia il bando PNRR: Recupero e valorizzazione dei beni confiscati alle mafie

Il totale delle risorse destinate ai progetti è pari a 300.000.000,00 di euro, finanziati dall'Unione europea - Next Generation EU a valere sulla Missione 5 - Inclusione e coesione - Componente 3 - Interventi speciali per la coesione territoriale - Investimento 2 - Valorizzazione dei beni confiscati alle mafie - del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Ciascun progetto selezionato attraverso la procedura selettiva può ottenere fino a un massimo di 2,5 milioni di euro di finanziamento.
All'interno dello stesso tetto massimo, l'opera può essere totalmente a carico della misura del PNRR, oppure in parte cofinanziata con altre risorse nazionali e/o con risorse proprie del Soggetto proponente, ma per costi diversi da quelli imputabili al PNRR. In questo caso, nei criteri di selezione è previsto un punteggio premiate calcolato in base alla percentuale di cofinanziamento.

Per i progetti selezionati attraverso la procedura concertativa, invece, non è previsto un limite massimo al contributo, che dipenderà dal numero dei progetti individuati nell'ambito della disponibilità totale di 50 milioni di euro.

Lo stesso progetto può essere candidato sia alla selezione per l'attribuzione di 250 milioni di euro, sia alla procedura che assegna i rimanenti 50 milioni. L’Agenzia per la Coesione territoriale consiglia alle amministrazioni che intendono candidare un progetto di particolare valore di seguire entrambe le linee di finanziamento.

Quando scade il bando PNRR: Recupero e valorizzazione dei beni confiscati alle mafie

Il termine per la presentazione della documentazione è stato prorogato alle ore 12:00 del 28 febbraio 2022.

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