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Smart working e Smart Villages per lo sviluppo locale

Sabrina Savoca
SMART WORKING E SMART VILLAGES PER LO SVILUPPO LOCALE

In attesa che le Regioni presentino i loro Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) - fondamentali per conoscere le azioni prioritarie e i relativi stanziamenti di bilancio - può essere utile approfondire il Piano strategico della PAC 2023-2027 (PSP) che pone particolare attenzione alle sfide ambientali, sociali ed economiche attribuendo sempre più valore a sostenibilità e inclusività quali leve di competitività a livello settoriale e territoriale. All’interno di questo scenario si hanno nove obiettivi specifici:

1. Sostenere un reddito agricolo sufficiente e la resilienza del settore agricolo in tutta l'UE al fine di rafforzare la sicurezza alimentare a lungo termine, e la diversità agricola, nonché garantire la sostenibilità economica della produzione agricola (OS1)

2. Migliorare l'orientamento al mercato e aumentare la competitività dell'azienda agricola nel breve e nel lungo periodo, anche attraverso una maggiore attenzione alla ricerca, alla tecnologia e alla digitalizzazione (OS2)

3. Migliorare la posizione degli agricoltori nella catena di valore (OS3)

4. Contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento a essi, anche attraverso la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e il miglioramento del sequestro del carbonio, nonché promuovere l'energia sostenibile (OS4)

5. Favorire lo sviluppo sostenibile e un'efficiente gestione delle risorse naturali come l'acqua, il suolo e l'aria, anche attraverso la riduzione della dipendenza chimica (OS5)

6. Contribuire ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi (OS6)

7. Attirare e sostenere i giovani agricoltori e i nuovi agricoltori e facilitare lo sviluppo imprenditoriale sostenibile nelle zone rurali (OS7)

8. Promuovere l'occupazione, la crescita, la parità di genere, inclusa la partecipazione delle donne all'agricoltura, l'inclusione sociale e lo sviluppo locale nelle zone rurali, comprese la bioeconomia circolare e la silvicoltura sostenibile (OS8)

9. Migliorare la risposta dell’agricoltura dell'UE alle esigenze della società in materia di alimentazione e salute, compresi alimenti di alta qualità, sani e nutrienti prodotti in modo sostenibile, ridurre gli sprechi alimentari nonché migliorare il benessere degli animali e contrastare le resistenze antimicrobiche (OS9)


Smart Villages

In particolare l’obiettivo OS8 - a cui sono destinati oltre 1,7 miliardi di euro, pari nel complesso all’11% delle risorse destinate allo sviluppo rurale (FEASR + risorse nazionali) e al 13,4% di quelle destinate alla programmazione regionale - ha l’intento di innalzare il livello della qualità della vita nelle aree rurali attraverso il miglioramento dei processi di inclusione sociale, della qualità e dell'accessibilità delle infrastrutture e dei servizi (anche digitali) a popolazione e imprese in modo da porre un freno allo spopolamento e sostenere l'imprenditorialità. È quindi in questo ambito che assumono sempre più importanza gli Smart Villages.

Gli Smart Villages, secondo la definizione della Rete Europea per lo Sviluppo Rurale, sono “comunità rurali che usano soluzioni innovative per aumentare la propria resilienza, a partire dai punti di forza e dalle opportunità locali. Essi si basano su un approccio partecipativo al fine di sviluppare una strategia che possa migliorare le loro condizioni economiche, sociali e ambientali, sfruttando in particolare le soluzioni offerte dalle tecnologie digitali. Gli Smart Villages traggono vantaggio dalla cooperazione e dall’alleanza con altre comunità e attori in aree urbane e rurali. L’avvio e l’implementazione di strategie per gli Smart Villages possono fondarsi su iniziative già esistenti ed essere finanziate da varie fonti pubbliche o private”.

Si tratta quindi di comunità che - grazie a innovazione e digitalizzazione - intendono, con un processo “dal basso”, promuovere un percorso di sviluppo locale per migliorare la qualità della vita nel proprio territorio.


Smart working e Smart Villages

In questo contesto risulta quindi strategico il tema dello smart working quale elemento di rilancio e sviluppo per i territori rurali sia in ottica di avvio di maggiori servizi per la popolazione residente sia in ottica di maggiore attrattività verso turisti (che si configurano come cittadini temporanei), nomadi digitali e in generale smart worker.

A tal proposito è interessante la proposta progettuale presentata dal GAL “Escartons e Valli Valdesi” nell’ambito della Call lanciata a giugno dalla Rete Rurale Nazionale-Rete Leader e dal Forum Leader per promuovere un percorso di riflessione e approfondimento sul tema "Smart Village". 

Il GAL “Escartons e Valli Valdesi”, infatti, ha presentato una proposta volta a favorire lo sviluppo di una rete di spazi per il lavoro da remoto in aree montane quale: 1) elemento facilitatore di una nuova residenzialità giovane e 2) attivatore di un flusso di competenze e progettualità in territori rurali marginalizzati. 

L’intento è di facilitare l’accesso dei lavoratori agli spazi di lavoro disponibili nei Comuni del GAL attraverso la piattaforma NATworking già attiva in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Dare visibilità a co-working e spazi attrezzati per il lavoro da remoto consentirà non solo di accendere i riflettori sui Comuni del GAL ma anche di porre le basi per la creazione di nuovi spazi condivisi attrezzati per il lavoro digitale da remoto in aree montane quali spazi di aggregazione capaci di favorire le relazioni e promuovere nuove progettualità; il tutto anche in ottica di potenziamento di servizi come: la connessione internet a banda larga nei comuni montani, la creazione di spazi e postazioni di lavoro di qualità e la realizzazione di servizi di orientamento per nuovi abitanti.

La proposta progettuale prevede - oltre all’implementazione della piattaforma NATworking.eu - anche: l’attivazione di residenze professionali con grant per under 30 e residenze artistiche per la valorizzazione degli spazi; eventi di promozione degli spazi attraverso una rassegna culturale itinerante per lavoratori da remoto; attività di comunicazione; ecc..

La sfida che si pone questo GAL attraverso lo “Smart Village” è quindi su più fronti e nel dettaglio: contribuire a contrastare lo spopolamento delle aree montane attraverso la creazione di un sistema capillare di nuovi spazi territoriali e servizi dedicati a studenti e lavoratori da remoto (co-working e aule studio); contrastare il Digital Divide incrementando competenze digitali territoriali e potenziando la connessione internet a banda larga; incrementare servizi per studenti e giovani lavoratori di prevenzione del burn-out favorendo la riconciliazione tra tempo dedicato al lavoro e tempo libero; favorire la nascita di una community di persone ed enti che vogliono migliorare il proprio stile di vita e di lavoro; favorire lo sviluppo locale del territorio abbattendo i problemi legati ai flussi turistici "temporanei" e incrementando il turismo dolce e sostenibile (non solo i turisti estivi e/o del weekend ma anche lavoratori per periodi medio/lunghi).

L’avvio di “Smart Villages” può essere un’opportunità per i comuni rurali e in generale per i comuni che ricadono all’interno delle Aree Interne per avviare nuovi processi di sviluppo locale; configurarsi come un territorio in grado di accogliere nomadi digitali e smart worker sarà quindi sempre più importante e strategico.


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