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Affordable Housing e Right to Stay: il bando di Regione Lombardia per l’housing sociale

Affordable Housing e Right to Stay: il bando di Regione Lombardia per l’housing sociale
Valeria Chiodarelli

La questione abitativa non riguarda più soltanto le grandi città, dove il mercato immobiliare registra prezzi elevati per le abitazioni, ma investe più in generale la capacità dei territori di offrire condizioni di vita sostenibili, attrarre persone e competenze e garantire alle comunità la possibilità di costruire il proprio futuro. Un tema che accomuna diverse realtà territoriali, a livello nazionale e internazionale, e che - per questo - sta assumendo un ruolo crescente anche nelle politiche europee.

In questa direzione si muove, infatti, il nuovo quadro europeo sull’Affordable Housing: dopo la presentazione, nel dicembre 2025, dell’European Affordable Housing Plan, il 9 settembre 2026 la Commissione europea ha presentato la proposta di Affordable Housing Act, accompagnata da una Raccomandazione rivolta alle autorità nazionali, regionali e locali. L’obiettivo è rafforzare gli strumenti a disposizione dei territori per affrontare le situazioni di maggiore pressione abitativa e aumentare la disponibilità di alloggi accessibili.

Il tema della casa entra così in maniera sempre più evidente nelle politiche europee di sviluppo, segnando per la prima volta un'attenzione specifica all'aumento dell'offerta abitativa, al recupero del patrimonio inutilizzato, alla mobilitazione del patrimonio pubblico per il rafforzamento degli investimenti nell'edilizia sociale.

Dall'emergenza abitativa allo sviluppo dei territori

Questa evoluzione è particolarmente interessante se letta dalla prospettiva delle aree interne e rurali: in questi contesti il problema abitativo assume caratteristiche diverse rispetto alle grandi città. Non necessariamente manca il patrimonio edilizio: spesso esistono immobili vuoti, sottoutilizzati o da riqualificare. Ciò che può mancare è invece un'offerta di abitazioni immediatamente disponibili, adeguate, efficienti dal punto di vista energetico e soprattutto economicamente sostenibili per chi desidera vivere e lavorare sul territorio. È un paradosso che molte aree interne conoscono bene: da una parte edifici inutilizzati o sottoutilizzati, dall'altra giovani, famiglie, lavoratori, insegnanti, operatori sanitari e nuovi residenti che possono incontrare difficoltà nel trovare una soluzione abitativa adeguata.

Il “Right to Stay”: poter restare deve essere una scelta reale

È proprio in questa prospettiva che il tema dell'affordable housing incontra quello del “Right to Stay”, sempre più presente nel dibattito europeo sulle aree rurali. Il concetto richiama la possibilità per le persone di rimanere, tornare o scegliere di stabilirsi nei territori delle aree interne, potendo contare su opportunità di lavoro dignitose, istruzione, servizi, abitazioni e vita sociale. Il principio di fondo è semplice ma particolarmente rilevante per le aree interne: lasciare un territorio dovrebbe essere una scelta, non una necessità determinata dalla mancanza delle condizioni essenziali per costruirvi il proprio progetto di vita.

Il tema riguarda in modo particolare le nuove generazioni, ma non soltanto. Un territorio che vuole contrastare lo spopolamento deve essere in grado di trattenere giovani e famiglie, ma anche di attrarre professionalità, lavoratori dei servizi pubblici, nuovi abitanti e persone interessate a sviluppare attività economiche e professionali.

In questa prospettiva, il diritto a restare passa anche dal diritto ad abitare. Non è sufficiente creare opportunità occupazionali se chi arriva non trova casa. Allo stesso modo, è difficile garantire stabilmente servizi sanitari, scolastici, sociali o turistici se i lavoratori chiamati a garantirli non riescono a trovare sul territorio soluzioni abitative accessibili.

Recuperare il patrimonio esistente per creare nuove opportunità

Per le aree interne questo apre una prospettiva particolarmente interessante: utilizzare le politiche di housing anche come strumento di rigenerazione del patrimonio esistente. Recuperare immobili pubblici o privati oggi inutilizzati significa perseguire contemporaneamente più obiettivi: aumentare l'offerta abitativa senza nuovo consumo di suolo, riqualificare edifici esistenti, migliorare l'efficienza energetica, riportare funzioni nei centri abitati e creare condizioni più favorevoli alla permanenza e all'insediamento di nuovi residenti.

Regione Lombardia: 48 milioni di euro per l'housing sociale

Questa impostazione trova oggi un'importante opportunità concreta nel Bando Housing Sociale 2026 – Linea 1 di Regione Lombardia che,  con una dotazione complessiva di 48 milioni di euro, ed è finalizzato al recupero e alla riqualificazione di immobili inutilizzati, pubblici o privati, da destinare ad alloggi sociali in locazione permanente a canoni inferiori rispetto a quelli di mercato.

Possono presentare domanda soggetti pubblici, purché proprietari o titolari di altro diritto reale di godimento sugli immobili interessati, secondo le condizioni previste dal bando.

L'agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto destinato a interventi di riqualificazione, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione, fino ad un massimo di 2 milioni di euro. Un elemento particolarmente interessante è proprio la possibilità di intervenire sul patrimonio immobiliare esistente e inutilizzato. Per i Comuni e per i territori delle aree interne può rappresentare l'occasione per interrogarsi sul proprio patrimonio e individuare edifici che, attraverso un progetto di recupero, potrebbero assumere una nuova funzione all'interno delle politiche locali per l'abitare.

Vuoi approfondire l’opportunità per il tuo Ente?

Per i Comuni delle aree interne della Lombardia interessati a valutare le opportunità offerte dal bando, siamo a disposizione per un primo approfondimento dedicato, finalizzato a verificare le caratteristiche dell’intervento ipotizzato, il patrimonio immobiliare potenzialmente candidabile e la coerenza della proposta rispetto ai requisiti e agli obiettivi della misura regionale.

È possibile richiedere una call dedicata, durante la quale approfondire il bando e valutare concretamente le condizioni per la candidatura dell’Ente. Possiamo affiancare gli Enti lungo il percorso di partecipazione, attraverso un servizio di accompagnamento alla candidatura e alla progettazione, dalla verifica preliminare dell’ammissibilità e dell’impostazione dell’intervento fino alla costruzione della proposta progettuale e alla predisposizione della documentazione necessaria per la presentazione della domanda.

Un supporto pensato per trasformare un'opportunità di finanziamento in un progetto concretamente realizzabile, capace di recuperare patrimonio oggi inutilizzato e, allo stesso tempo, di contribuire a costruire nuove possibilità di abitare e restare nei territori.

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