Regione Lombardia ha prorogato i termini per partecipare ai tre bandi dedicati all’housing sociale. Per i Comuni, l’opportunità da approfondire è la Linea 1, che sostiene il recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato per ampliare l’offerta di abitazioni a canone accessibile.
La nuova scadenza per presentare le candidature sulla Linea 1 è fissata alle ore 12.00 del 27 novembre 2026.
Le nuove scadenze dei tre bandi
Le proroghe approvate il 28 ottobre 2026 prevedono termini distinti:
- Linea 1: rivolta ai soggetti pubblici, esclusi ALER, e ai soggetti privati con personalità giuridica. La nuova scadenza è il 27 novembre 2026, alle ore 12.00, secondo il decreto n. 14443.
- Linea 2: riservata alle ALER. La nuova scadenza è il 13 novembre 2026, alle ore 12.00, secondo il decreto n. 14398.
- Linea 3: dedicata agli enti del privato sociale. La nuova scadenza è il 20 novembre 2026, alle ore 12.00, secondo il decreto n. 14403.
La Linea 2, con una dotazione di 35 milioni di euro, sostiene la riqualificazione del patrimonio ALER, anche attraverso collaborazioni pubblico-private. La Linea 3, con 13 milioni di euro, finanzia progetti degli enti del privato sociale rivolti all’autonomia abitativa e ai servizi abitativi sociali. I Comuni possono presentare direttamente domanda sulla Linea 1.
Linea 1: contributi per recuperare immobili e realizzare alloggi sociali
La misura dispone di 48 milioni di euro e finanzia interventi di recupero, riqualificazione, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione di immobili inutilizzati, da destinare ad alloggi sociali in locazione permanente a canoni inferiori a quelli di mercato.
Il contributo a fondo perduto può raggiungere 2 milioni di euro per proposta, mentre l’investimento deve essere superiore a 200.000 euro.
Il calcolo dell’agevolazione dipende dalla superficie utile abitabile e dalla durata del vincolo di destinazione a servizi abitativi sociali:
- 700 euro/m² per un vincolo da 20 a 21 anni;
- 800 euro/m² per un vincolo oltre 21 e fino a 23 anni;
- 900 euro/m² per un vincolo oltre 23 anni.
È prevista una maggiorazione fino al 20% per elementi di qualità gestionale. Il beneficiario deve essere proprietario esclusivo o titolare di altro diritto reale di godimento sull’immobile per l’intero periodo richiesto.
Gli alloggi sono destinati alla fascia di popolazione che incontra difficoltà ad accedere al mercato privato e non possiede i requisiti per i servizi abitativi pubblici.
Come valutare un immobile comunale
Per un’amministrazione, il primo passo utile è individuare un edificio inutilizzato e verificare insieme fattibilità edilizia, fabbisogno abitativo e sostenibilità della gestione.
Prima di impostare la candidatura, è opportuno chiarire:
- quale immobile possa essere recuperato e quale titolo ne garantisca la disponibilità;
- quanti alloggi possano essere realizzati;
- quali bisogni abitativi locali si intendano soddisfare;
- quale sia il costo complessivo dell’intervento;
- quali risorse aggiuntive occorrano rispetto al contributo;
- come organizzare la gestione e la manutenzione degli alloggi nel tempo.
Un esempio aiuta a comprendere il meccanismo economico: ipotizzando 500 m² di superficie utile abitabile e un parametro di 800 euro/m², il calcolo base restituisce 400.000 euro, prima di eventuali maggiorazioni e delle verifiche previste dal bando.
Il Comune dovrebbe confrontare questo valore con il costo complessivo dell’intervento per stimare il fabbisogno di cofinanziamento.
È inoltre opportuno coinvolgere fin dall’inizio ufficio tecnico, servizi sociali e settore finanziario, collegando il recupero dell’edificio alla sua futura funzione abitativa. Canoni sostenibili, manutenzione, modalità di gestione e continuità del servizio sono aspetti da valutare insieme alla progettazione.
Come presentare la domanda
Le candidature devono essere trasmesse attraverso la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia.
Per la Linea 1, la selezione avviene mediante graduatoria, con assegnazione delle risorse secondo la valutazione delle proposte. La domanda si considera perfezionata con l’invio al protocollo e il rilascio del relativo identificativo.
La proroga al 27 novembre 2026, ore 12.00, offre ai Comuni alcune settimane aggiuntive per verificare il patrimonio disponibile e costruire una proposta coerente con i bisogni locali, affiancando alla riqualificazione edilizia un progetto di gestione sostenibile nel tempo.
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